Recensione: “Cruore” di Andy Ben

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Dopo quattro anni trascorsi a Riva del Garda, Montorsi viene richiamata a Milano.
Dovrà affrontare un caso intricato e sconvolgente con la collaborazione dell’ispettore Brezzi e di una nuova squadra investigativa. Sarà una corsa contro il tempo scandita dal rapporto confl ittuale con il procuratore. Riuscirà il commissario a risolvere il caso e a inchiodare il colpevole? Chiuderà fi nalmente i conti col passato? Quale sarà il destino della tormentata relazione con Carlo Scala?
Un giallo rapido, appassionante, dove nulla è come sembra e bastano venti secondi per cambiare la sorte di una vita.

Recensione di Valentina Vitale:

Il libro di cui vi parlo oggi, Cruore, mi è piaciuto moltissimo e mi ha offerto un interessante stacco dai generi letti ultimamente. I film polizieschi mi appassionano da sempre, soprattutto quelli in cui attraverso gli indizi si deve ricostruire l’intero omicidio fino alla scoperta del colpevole, che può essere fin dall’inizio noto o meno allo spettatore. Ecco la perspicacia, l’intuito e la testardaggine del sostituto commissario capo Giulia mi hanno catturato e coinvolto allo stesso modo. Giulia è infatti un giovane poliziotto che in seguito ad una sospensione e trasferimento temporaneo nel commissariato di Riva del Garda, per placare un temperamento impulsivo votato al conseguimento dell’obiettivo finale, viene richiamata improvvisamente a Milano per risolvere un caso aperto e irrisolto da due anni. Una donna determinata, istintiva e con un forte senso della giustizia tale da non temere di pestare i piedi agli uomini più influenti qualora le indagini lo richiedano. Il romanzo si dispiega attraverso il suo punto di vista al quale si intrecciano e si alternano in maniera incalzante e repentina, soprattutto nella prima parte del romanzo, anche quelli degli altri personaggi, di cui ci viene detto molto poco, scelta, secondo il mio giudizio, che ha come scopo quello di focalizzare l’attenzione del lettore solo su ciò che accade, tenendolo all’oscuro o offrendogli una visione molto limitata dei loro pensieri e motivazioni, che verranno rivelati e spiegati man mano che le indagini procedono e si giunge alla conclusione della storia. L’autore infatti non ha lasciato nulla al caso perché anche i dettagli più irrilevanti rivestono in realtà un ruolo significativo; l’utilizzo poi di un linguaggio tecnico e specifico contribuisce a conferire spessore alla storia. Il ritmo febbrile in cui si succedono e si restringono gradualmente le indagini, i sospettati e le varie piste coinvolgono completamente il lettore lasciandolo ignaro fino alla fine dell’identità dell’assassino; a ciò si aggiunge inoltre la capacità dello scrittore di gestire i diversi fatti e vicende che non si verificano lungo lo stesso arco temporale. Con la conclusione del romanzo infine viene svelato l’ultimo particolare rimasto in sospeso che infonde quella stessa pace e serenità che la protagonista ritrova grazie ad esso.

♥ ♥ ♥ ♥ ♥

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