HR “La verità” di Claudio Shepard

avatarClaudio Shepard, pseudonimo di un misterioso “domatore di femmine”.

Scrive pensieri e pillole erotiche su Facebook, navigatore oscuro e principe del maschilismo politically uncorrect.
Non usa accessori, fruste o manette.
Non vi è niente di meglio della mente per incatenare una donna ribelle.

La verità

Ogni giorno una guerra.
E adoro che sia così.
Adoro che torni a casa in quel tailleur aderente, quei tacchi a spillo, quei capelli raccolti.
Ti amo, avvocatessa di ghiaccio.

– Sei stanca?
– Sì – sospiri – da impazzire.
– Sai che non me ne importa nulla e faremo ottimo sesso, vero?
– No senti, non è giornata.
– Sì che lo è.

Sì che lo è.
Affretti il passo per andare a spogliarti. Sento lo scrosciare dell’acqua calda. Una doccia che ti tonifichi, mentre mi spoglio. Esci avvolta nel tuo accappatoio e trovi il mio membro svettante e insaziabile ad attenderti in camera da letto.

– No, senti… – arretri di qualche passo.
In due balzi ti sono addosso e ti afferro. Lotti, sei fatta così, mi piaci così.
– Bastardo… stronzo!
– Tra un po’ sarai nuda, bellezza – ti dico trattenendoti mentre scalci – in tribunale puoi anche giocare a fare la stronza perfetta, ma qui sei mia.
Combatti con orgoglio.
-Quando dico no, è no, Peter! – dici inarcandoti flessuosa.
– No, bellezza. Quando dici no è sì. – Rido.
La spingo sul letto.
downloadLei mi mette le mani in faccia e io le blocco i polsi sul letto. Tutta la frustrazione di una donna che è costretta a comandare per tutto il giorno. Le blocco i polsi sopra la testa con una mano sola e le catturo le gambe tra le mie.
Apro l’accappatoio. Ora i suoi seni ansimano sotto la mia bocca. Le acciuffo i capezzoli con le mie labbra e lei strattona. Sempre più debolmente.
– Ho vinto, stai buona.
La carne rosea dei capezzoli si indurisce sotto le mie labbra mentre lei deglutisce.

Le lascio i polsi mentre si calma. Le sfilo l’accappatoio. La faccio nuda.
La bacio sulla bocca e lei risponde come se si stesse abbeverando nel deserto. Poi mi stacco e la volto a pancia sotto con decisione. Ruggisce di stizza. Le tiro un ceffone bruciante sulla natica destra. Soda e perfetta.
Le faccio allargare le cosce più che posso, così che il suo sesso sia offerto a me. La bacio e la lecco. Lei istintivamente tenta di richiudere, ma tengo ben divaricato il tutto. Con uno schiaffetto sul fondoschiena la faccio sollevare sulle ginocchia. Mi si offre tutta.

– Chi comanda? – chiedo.
– Tu, bastardo – risponde stizzita.
Le tiro un ceffone sulle natiche, il terzo.
– Tu, amore.
– Così va meglio.

Col membro eretto sfondo facilmente la soda resistenza delle labbra del suo sesso.
La cavalco abbrancandole i fianchi così che possa muoverli solo quanto e quando decido io.
Le vengo sulla schiena, con un piacere di fiotti caldi.
Mi lascio cadere accanto a lei, che si rifugia nel mio abbraccio ansimando. Trema. Infilo con dolcezza il dito medio tra le sue natiche, solo per ricordarle che è ancora mia prigioniera. Attendo che si plachi e dopo poco si addormenta. Resisto per non cedere al sonno.
Voglio vederla addormentarsi. Questa è la verità.

Claudio Shepard

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