Recensione: “Ladri del cielo” – Elena Sole Vismara

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Una bella vacanza prolungata in Costa Azzurra è proprio ciò che ci vuole per riprendersi da un periodaccio: sole, spiaggia, relax… Insomma, tutto ciò che serve per mettere l’anima in pausa e cancellare dolori e delusioni!
È di questo che si è convinta Irene quando si mette al volante, diretta verso una deliziosa località turistica incastonata tra la montagna e il mare della Francia. Ed è proprio così che sembra dipanarsi il suo soggiorno marittimo, tra passeggiate panoramiche, piacevoli giornate in spiaggia e tanto meritato riposo. Diciamocelo: un po’ noioso, forse, ma di sicuro disintossicante.
La sua tranquilla routine vacanziera però viene interrotta da quello che si presenta come un personaggio strano e in apparenza pericoloso, anzi: un vero e proprio sociopatico. Uno di quei tipi da cui tenersi ben lontane, ma anche un uomo dal fascino selvatico e tenebroso che sceglie di mostrare a lei, in maniera del tutto inaspettata, la propria vulnerabilità. E con essa, la sua natura così diversa da quella umana.
Attratta e allo stesso tempo consapevole del rischio che comporta l’avvicinarsi a lui, Irene scoprirà che ciò che lei chiama realtà rappresenta solo una piccola parte del mondo. In un gioco delle parti fatto di incomprensioni, gelosie e dibattiti sul limite del filosofico, si troverà a danzare sul filo sottile che separa la luce dall’oscurità, la sicurezza dal salto nel buio… la solitudine dall’amore.

Recensione di Valentina Vitale:

Il libro di cui vi parlo oggi, “Ladri del Cielo – Luc”, è un paranormal veramente avvincente che mi ha tenuto con gli occhi incollati alle pagine dell’e-book, impaziente di scoprire insieme a Irene, la protagonista, i dettagli di una realtà ben diversa da quella che conosceva. Può una decisione sconvolgere completamente la propria vita e la visione che abbiamo della realtà? E’ incredibile, ma è quello che succede a Irene, una donna a cui in poco meno di un anno è crollato il mondo addosso: lo zio preferito vinto da un tumore, un ex che l’ha congedata senza troppe premure e il suo datore di lavoro che la costringe a un periodo di pausa. Irene trascorrere quindi due settimane nell’appartamento libero della zia, nella bellissima e selvaggia Costa Azzurra. Sembra l’opportunità perfetta per staccare la spina da tutto e rilassarsi, ma cosa succede se un giorno a suonare alla porta è un vicino arrabbiatissimo che parla non una ma bensì tre lingue? Può una semplice persona ribaltare tutto ciò in cui crediamo? Questo è ciò che scoprirà Irene. L’intera vicenda ruota attorno a due personaggi: Irene, una donna determinata, perseverante e curiosa, e Luc, un uomo molto strano e misterioso, su cui la protagonista ha una serie di impressioni: da pazzo psicopatico, a uomo delle caverne, a uomo spaesato e malinconico, che si definiscono e si avvicinano al vero man mano che il rapporto tra i due si forma. Come la falena, creatura della notte, è attratta irresistibilmente dalla luce della lanterna pur essendo quest’ultima estranea al suo mondo, Irene è attratta da Luc e dal suo atteggiamento che la confonde senza farla, tuttavia, desistere; perché è ciò che è ignoto, strano e incomprensibile che esercita sempre un maggiore fascino. Sono rimasta veramente colpita dal personaggio maschile proposto dalla scrittrice, perché Luc non è il classico uomo a cui si è solitamente abituati, che trasuda sicurezza, consapevole del suo fascino e dell’effetto che suscita sugli altri, ma è un uomo che cerca disperatamente di sopravvivere attingendo alle proprie risorse in un contesto che gli è completamente estraneo. Irene, invece, mi ha sorpreso e anche un po’ irritato per la sua ostinazione a non dare credito alle parole di Luc, cercando sia di formulare ipotesi credibili sia di trovare una spiegazione logica di fronte a fatti inequivocabili, perché Irene non accetta immediatamente ciò che le viene rivelato, ma pretende delle prove ed è questo aspetto che permette al lettore di immedesimarsi, in quanto è nella natura dell’essere umano ricercare dimostrazioni e prove concrete per poi poter credere a ciò in cui ci si imbatte. La narrazione è tenuta viva dalle impressioni, parole e congetture di Irene, in particolare mi ha fatto ridere il tono scherzoso, ironico e leggero che caratterizza i suoi pensieri; la narrazione è inoltre arricchita dalla descrizione del paesaggio della Costa Azzurra, che riveste un ruolo certamente non secondario: oltre a fungere da ambientazione per la storia, secondo le mie impressioni, ha anche lo scopo di riflettere lo stato d’animo e le emozioni dei personaggi, creando allo stesso tempo lo scenario ideale per le rivelazioni di Luc, che quindi appaiono meno assurde di quanto sembrino. Dopo un inizio tranquillo, troppo tranquillo, che cede il posto ad una vicenda che gradualmente si fa carico di nuove verità e consapevolezze, si aggiungono degli indizi che lasciano presagire un probabile colpo di scena, che mi sono aspettata in più di un’occasione, ma l’autrice con un vero colpo da maestro termina il romanzo con un inaspettato e anche un po’ sadico cliffhanger. Inutile dire che mi ha lasciato in trepidante attesa del seguito.

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