Recensione: “Solo dopo il crepuscolo” – Enrico Luceri e Sabina Marchesi

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Oggi, in una cittadina sull’Adriatico. Tre giovani donne, alla ricerca di una sistemazione conveniente, affittano una casa, ignare che fra quelle mura si nasconda un mistero terribile. Nelle stanze aleggia ancora la presenza di inquietanti personaggi, che vi abitarono parecchi anni prima: un avventuriero esoterista, convinto di poter trovare una fantomatica radio in grado di captare le voci dei defunti; una pittrice ossessionata dall’occulto, misteriosamente scomparsa
insieme ai suoi quadri, in cui forse è nascosta la chiave per smascherare uno spietato assassino; una negromante, e potente medium, la cui ombra scivola ancora minacciosamente in quegli ambienti tetri e pieni di mobilio d’epoca.
Davanti agli occhi sempre più terrorizzati delle giovani inquiline, avvengono fenomeni che un vecchio esorcista interpreta senza esitazione come manifestazioni diaboliche.
In un’atmosfera allucinante, una catena di delitti stringe una morsa fredda attorno alle tre ragazze. Alcune morti sembrano dovute a incidenti o disgrazie, ma forse è solo apparenza.
Altri omicidi sono commessi con spietata ferocia impugnando un rasoio dal manico di avorio. Il movente è davvero il segreto custodito da un lucido e spietato occultista, oppure è il delirio provocato da una pulsione carnale e antica come il mondo?
La risposta a questa domanda “Solo dopo il crepuscolo”.

Recensione di Filomeno Cafagna , presidente dell’associazione culturale Libera i libri

In più tratti la lettura dell’opera “Solo dopo il crepuscolo” di Enrico Luceri e Sabina Marchesi sembra un film già visto, ma sono gli stessi autori nella loro postfazione che chiosa l’opera a darcene spiegazione esordendo in cotal maniera:”Abbiamo scritto questo romanzo anche per rendere un omagsceneggiata, da un autentico e riconosciuto Maestro del genere horror (e non solo) come Pupi Avati” ed allora… Chapeau! Un bel cinque non ve lo toglie nessuno. Primo perché la storia è bella, si fa leggere e il tasso adrenalinico che il racconto ingenera con il calare del crepuscolo non perde mai colpi in tutta la storia. Secondo perché ammesso e concesso che questo lavoro fosse un clone, non bisogna dimenticare che anche per copiare/emulare ci vuole arte, classe e bravura.

Gli ingredienti per mantenere il lettore con un bel patema d’animo e l’indice sul bordo pagina o sull’ellecidi del tablet (a seconda che Solo dopo il Crepuscolo lo si legga in e-book o formato tradizionale) ci sono tutti. Una casa stregata, tre ragazze che il caso ha voluto far diventare “amiche”, le quali, facendo di necessità virtù, affittano la casa e poi… Beh correte in libreria se proprio volete scoprire questo “segreto”; vi pare?

Nel corso del racconto di Luceri e Marchesi non si può fare a meno di notare alcuni passaggi per me degni di nota e che forniscono spunto d’insegnamento e/o riflessione quali:

– il loro non proprio velato accenno all’importanza dei consigli che i genirori forniscono alla loro prole figli dell’esperienza di vita ma che la prole, avanzando il diritto di voler acquisire in modo autonomo esperienza, si trova a fare sbagli già fatti da altri e che avrebbe potuto tranquillamente evitare. Questo purtroppo rappresenta un limite del genere umano che mentre il regno animale è riuscito a superare, noi proprio non ci riusciamo.

– la denuncia fatta nei confronti di coloro che, da parenti o meno, si ricordano dei loro cari solo in occasione di feste e/o funerali dopo di che… Ognuno per la sua strada, il tutto a voler sottolineare come ormai l’ipocrisia regni sovrana dentro e fuori la famiglia.

Cos’altro dire se non che viviamo in una società veramente strana la quale ha messo al suo centro di tutto tranne che l’essere umano.

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