Recensione: “Riverside” – Bianca Rita Cataldi

cover trilogia riverside.jpg

Trama:

Riverside, Regno Unito. Le quattro e mezzo di un pomeriggio qualunque. Una scuola abbandonata e cadente alla fine di Silverbell Street. Come la venticinquenne Amabel scoprirà presto, non si tratta di un edificio qualunque: al suo interno, i banchi sono ancora al loro posto e si respira, nell’aria, polvere di gesso. Tutti gli orologi, da quello al di sopra del portone d’ingresso sino al pendolo del salone, sono fermi alle nove e diciannove di chissà quale giorno di chissà quale anno. Cosa è accaduto nella vecchia scuola? Quale evento è stato così sconvolgente da fermare il tempo all’interno di quelle mura? E soprattutto, chi è quel ragazzo in divisa scolastica che si presenta agli occhi di Amabel affermando di frequentare la scuola, benché quest’ultima non sia più in funzione da anni? Tra passato e presente, Bianca Rita Cataldi ci guida in un mondo in cui gli eventi possono modificare lo scorrere del tempo, dimostrandoci che ognuno di noi ha un proprio universo parallelo col quale, un giorno o l’altro, dovrà scendere a patti.

Recensione di Valentina Vitale:

Oggi vi presento Riverside, una trilogia che ho letto tutta d’un fiato come se fosse un unico libro. La protagonista dei primi due libri è Amabel, una giovane di venticinque anni laureata in economia aziendale, single, che vive insieme alla sorella Rita e sua nipote Magdalen. Tutto comincia quando, per tornare a casa, a causa di una deviazione, Amabel si imbatte in una via, Silverbell Street, che non aveva mai notato né sentito prima, pur essendo sempre vissuta a Riverside; spinta da un’attrazione misteriosa mescolata a curiosità e paura, entra di nascosto nella scuola polverosa che sorge in questa via e che rappresenta l’inizio della sua avventura. Poi c’è Damian, altro personaggio chiave della trilogia e protagonista nel terzo volume, un ragazzo di sedici anni, sfrontato, sicuro di sé e tenace, che in più di un’ occasione darà del filo da torcere ad Amabel, e la cui vita tuttavia finirà per intrecciarsi a quella della protagonista. L’incipit del primo volume crea un climax ascendente di inquietudine, curiosità e paura che cattura immediatamente il lettore spingendolo a continuare la lettura per capire cosa succederà, facendolo quindi immedesimare con la protagonista. Parte di tale incipit viene riproposto con alcune variazioni come prologo del terzo volume, “Rewind”, svelandone quindi la conclusione e negando al lettore l’ansia e il dubbio riguardo l’esito delle vicende del terzo romanzo. Tuttavia, nel momento in cui l’incipit viene riproposto per la terza volta, tale scelta ha  il merito di creare un capovolgimento delle emozioni provate all’inizio del primo volume: inquietudine, paura e curiosità vengono infatti sostituite dall’ impazienza e dal desiderio di incitare la protagonista ad avanzare. Inoltre, mentre nei primi due volumi il lettore è sullo stesso piano di Amabel, ignaro di tutto e apprende nuovi elementi che gli permettono di far luce sull’intera vicenda man mano che vengono scoperti dalla giovane, dal terzo volume invece il lettore possiede, grazie al prologo, una conoscenza superiore rispetto ai personaggi. La narrazione è fluida, lo stile curato e numerosi sono i riferimenti alla letteratura greca e latina che danno un tocco in più a questi romanzi; ai riferimenti letterari inoltre si intrecciano miti, leggende e sogni che rendono ancora più intrigante la narrazione. Diversi sono i temi conduttori della trilogia tra cui spiccano il tempo, dove presente, passato e futuro sfuggono ad una rappresentazione lineare e il destino che nessuna manipolazione temporale può alterare in quanto ineluttabile nonostante i cambiamenti di variabili; molti infatti sono i personaggi implicati nella storia e che alle spalle di Amabel e Damian muovono i fili della trama. Fondamentale è inoltre il tema della fiducia: sia Amabel che Damian ad un certo punto avvertono il bisogno, comune a tutti gli uomini, di fidarsi di qualcuno, rendendolo partecipe dei propri segreti anche a costo di apparire folli, proprio perché anche la più terribile verità, se condivisa, appare meno temibile e alleggerisce l’animo di chi l’aveva custodita gelosamente. Il finale della trilogia mi ha lasciato incredula e senza parole, mi ci è voluto un po’ per riprendermi e accettarlo, in quanto inaspettato ma che, superato lo stupore iniziale, ho apprezzato molto.

♥ ♥ ♥ ♥ ♥

3 pensieri su “Recensione: “Riverside” – Bianca Rita Cataldi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...