Recensione: “Un cielo di cemento” – Marco Peluso

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Trama:

Qual è il senso di un amore? Il senso di una storia d’amore.
Qualcuno una volta scrisse “Non ti svelerò il finale di una storia che non ha un inizio”.
E qual è l’inizio di questa storia?
Marco ed Elisa si incontrarono un mese prima dell’inizio di questa storia. Lui uno scrittore emergente, ubriacone, cinico e solitario. Lei una strana ragazza da un passato misterioso. Una delle sue poche lettrici. Una ragazza irriverente e atipica. Una pazza che sembra fregarsene delle regole del mondo.
Un sogno durato pochi giorni. Sentimenti che li travolsero come un vortice. Ma cosa accade quando ci si sveglia? Quando la realtà cruda e cinica ti si piazza violentemente in faccia? Ecco, il passato che ritorna. Che ritorna per entrambi. E con esse atroci e soffocanti paure. Un improvviso ricovero. Quell’incubo che ritorna. I loro incubi che ritornano! E l’amore può reggere innanzi al raccapricciante buio di un incubo? Un viaggio nell’amore, nel dolore, nel terrore. Due cuori alla deriva. Un amore forse nato troppo presto, ora simile a una candela che arde da entrambi i lati. Un viaggio fatto di urla, baci, sorrisi, lacrime, paure. Un viaggio dove nessuna maschera potrà reggere. Quelle maschere che si indossano ogni giorno, persino in amore. Quelle maschere che si indossano proprio per essere amati, e non sentirsi soli, pur restandolo comunque. Questo romanzo è il seguito di Affamata d’amore, romanzo dello stesso autore, pubblicato dalla Damster edizioni.

Recensione di Valentina Vitale:

Un Cielo di Cemento è un romanzo diverso da quelli che si è abituati a leggere e la sua diversità viene svelata a lettura inoltrata man mano che si entra nella storia di Marco ed Elisa, i due protagonisti, accomunati da un passato difficile. L’ intero romanzo si focalizza esclusivamente sulla loro tormentata storia d’amore e su Marco, voce narrante; gli ambienti, il lavoro, le attività quotidiane vengono accennate in modo essenziale così come i personaggi, che si frappongono e che incontriamo durante la lettura, appaiono come sagome, personalità bidimensionali create esclusivamente ai fini della storia, scelta che secondo la mia opinione lo scrittore ha effettuato per dare maggiore rilievo alla storia  tra Elisa, ragazza di buona famiglia, irriverente e Marco uno scrittore emergente, alcolizzato, che la vita ha reso cinico e misantropo, ma che cela una grande sensibilità. Attraverso un linguaggio scarno, diretto e dissacratorio tipico di chi non ha bisogno di edulcorare la realtà e non teme di descriverla per quello che è, trattando anche di realtà molto spesso ignorate, viene descritta la vicenda che lega Marco ed Elisa, differenti sotto molti punti di vista: origini geografiche, estrazione sociale e stile di vita, dettagli da non sottovalutare. Una storia fatta di tanto dolore illuminata di tanto in tanto da qualche sprazzo di felicità, un amore poco equilibrato in cui paure e dubbi dominano e dove emerge con forza il bisogno d’affetto, l’essere affamati d’amore, amore che nel passato è stato negato loro più volte e che contraddistingue i due personaggi. La vicenda è ambientata ai giorni nostri, ai tempi di Facebook e Whatsapp che a modo loro contribuiscono a interferire nella storia; mi ha sorpreso inoltre l’immaturità di questi due personaggi, in particolare quella di Elisa che in più di un punto sembra quasi una bambina, rendendoli ancora più veri e permettendo quasi di toccare con mano la loro fragilità. Un romanzo diverso e magari non speciale che sicuramente può essere apprezzato da chi ama storie tratte dalla realtà quotidiana e che ha per protagonisti gente comune, semplice.

♥ ♥ ♥

 

Un pensiero su “Recensione: “Un cielo di cemento” – Marco Peluso

  1. marcopelusoscrittore ha detto:

    Questa sì che è una signora recensione, e mi sarebbe piaciuto infatti leggere maggiori dettagli da parte della lettrice.
    Così com’è giusto che sia una recensione, la lettrice ha iniziato la recensione dicendoci chi sono i protagonisti, e analizzando il contesto in cui si trovano, non ché il ceto sociale (determinante infatti per la storia tra i due). Ci fa subito capire qual è il tempo narrativo del romanzo dicendoci che il protagonista, Marco, è la voce narrante del romanzo, e poi passa ad analizzare i sentimenti dei due protagonisti, e gli intrecci da loro vissuti interiormente.
    Insomma, una piccola recensione ben argomentata, analitica, e che svela al futuro lettore i punti deboli e forti del romanzo, senza che il recensore invada troppo la pagina.
    Fossi stato io a recensire, beh, sarei stato meno gentile con me stesso; magari dicendo che i due protagonisti rendono ombe tutti altri attorno a se stessi, limitando così eventuali intrecci, e appunto, come ha scritto la lettrice nel suo punto di vista, rendendo sì la storia diversa da molte ma non appunto speciale; scotto che si paga quando si scrive una storia autobiografica: anche se normalmente si possono definire autobiografiche solamente le opere cui vicende sono storicamente documentate.
    Una piacevole recensione, anche se il libro non ha soddisfatto molto la lettrice, ma di certo è stata brava a recensirlo e argomentarlo.

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