HR: “Dovessi scrivere la mia biografia, rischierei la censura” – Olympia Fox


Ci siamo.

La nostra Hot Room è illuminata dalla luce fioca dei candelabri sparsi tutt’intorno. Nell’aria l’odore speziato delle candele si mescola con quello della legna che arde nel camino, posto a ridosso di uno dei divani su cui siamo adagiate. Al mio fianco c’è Olympia Fox, autrice di “Giochi d’ombra – Il volto segreto di una donna”  edito da Damster Edizioni, e di “Sei bella quando ridi”  inserito nella collana Attimi Infiniti. Lei, intensa penna erotica, carisma da vendere e quel pizzico di sfrontatezza che non guasta, finalista a diversi concorsi letterari e presente in varie antologie a tema libero.

La musica di sottofondo rimanda le note di un brano di David Bowie, Life on Mars?

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La Fox ha un sorriso radioso, di quelli contagiosi. Io sono emozionata… lei non saprei. Ma se lo è, camuffa bene. Il mio sguardo rimbalza dalla sua bocca tinta di rosso alle sue scarpe: stiletti in vernice nera, tacco 12 – anche 15 – in metallo lucido. Le restituisco un sorriso, e intanto faccio un respiro profondo. Inaugurare la Hot Room con lei mi riempie di gioia. “Benvenuta Fox!” cinguetto, porgendole la mano.

La sua stretta è decisa, sicura. Le offro da bere, mi rabbocco il bicchiere e mando giù tutto d’un sorso. L’alcol incendia il mio stomaco vuoto: ecco, sono pronta.

Dai l’impressione di essere una donna molto sicura di sé: libera, determinata, anticonformista. Perché hai scelto di scrivere dietro pseudonimo?

Perchè Olympia “caractère” è nata prima di Olympia autrice!  È stato tutto molto automatico in realtà: ho creato Oly per essere libera di dire quel che volessi in ogni circostanza. Casualmente, dopo una pausa di anni, ho ricominciato a scrivere proprio in quel periodo. Diciamo che è stato automatico firmarmi come Olympia e non col mio vero nome.

Poi, presa coscienza del fatto di essere comunque e sempre io, ho fatto coming-out e ho detto a tutti di essere anche un’autrice erotica. Oggi tutti nella mia quotidianità sanno che scrivo, e che scrivo erotico. Che lo sappiano anche la mia famiglia e al lavoro è stato l’ultimo passo di una progressiva acquisizione di libertà personale e d’espressione.

Perché l’erotico e non il giallo, per esempio?

Sicura che io non scriva anche noir? 😉 Diciamo che l’erotico è stato una scommessa. Ho provato a vestire i miei contenuti di un abito sexy e molto accattivante. Ma chi mi legge non si trova davanti solo a una storia di sesso molto esplicita, si trova davanti persone, emozioni, situazioni, eventi che ognuno di noi potrebbe vivere. Le mie donne soprattutto hanno molto da dire, e lo dicono attraverso la passione.

Nei tuoi scritti racconti il sesso che fai, oppure quello che vorresti fare? E quanto c’è di te in quello che scrivi?

Diciamo che sono una sperimentatrice. Per me il concetto di normalità non esiste: se voglio provare un’esperienza faccio in modo di viverla, nel sesso come nella vita di ogni giorno. Nei miei racconti c’è tutto e nulla, ci sono io in ogni parola, ma nessuno di quelli è autobiografico. Dovessi scrivere la mia biografia, rischierei la censura! E non solo per i contenuti espliciti: spesso la realtà è davvero più creativa della fantasia!

Come donna, al di là delle tue indiscusse capacità di raccontare l’eros, pensi di essere erotica? E che cosa rappresenta l’erotismo per te?

Domanda interessante. Posso confessarti che ora lo sono in tutto. Mi sono accettata con i miei pregi e i miei difetti. Ho imparato a piacermi e a valorizzarmi, creandomi uno stile su quella che sono e sui miei gusti, per cui sì, ora sono erotica.

Ma non sono sempre stata così. Non mi piacevo, non mi amavo, non vivevo. L’apatia e la depressione mi sono state compagne per anni. Poi mi si è proposta la classica seconda chance e l’ho colta, con una fatica infinita. Ancora adesso, se sento che la mia passione per la vita inizia a intiepidirsi, mi metto un paio di autoreggenti, i miei tacchi preferiti e “vado a scoparmi il mondo*”, come mi raccomandò un amico carissimo tanto tempo fa! (* “mondo” inteso come pianeta, non come umanità varia ed eventuale! 😉 N.d.A.)giochi-dombra

L’erotismo, lo dico anche nella prefazione di “Giochi d’ombra”, è correre a briglia sciolta, è la passione che ci anima. È molto più che sesso: è seduzione, è malia, è impegno, è gioco d’azzardo. È quel che ci fa sentire vivi…

Nella descrizione perfetta di una scena di sesso, secondo te, che cosa non deve mai mancare?

L’intimità. Spesso leggo scene di sesso dove la meccanica è descritta alla perfezione, ma dove non c’è empatia nè tra i protagonisti, nè tra loro e il lettore. Ogni personaggio deve essere se stesso in ogni amplesso, dalla sveltina alla notte di passione ardente. Il lettore deve riconoscere i suoi tratti salienti nelle scene intime, anche se fa qualcosa che lo sorprende o che lo delude. Ma deve essere fedele a sè. Se non è così, tutte le scene hot sono fotocopie una dell’altra e finiscono per cambiare solo location e nomi. L’anima, Maddalena, non deve mai mancare l’anima. Perchè se non c’è anima nel sesso che racconto, i lettori non porteranno con sè i miei protagonisti.

E nel sesso, invece? Insomma, a letto, cosa ti piace di più e cosa di meno?

Credo mi piaccia tutto. Ho ancora diverse cose da sperimentare ma penso che le voglie che ci vengano siano sempre sintomo di quel che avviene in noi, per cui vadano assecondate. Ad esempio le volte che mi sono “obbligata” a mettere in pratica qualcosa che non mi eccitava o di cui non sentivo il bisogno, spesso sono rimasta delusa, ma le stesse situazioni sono state entusiasmanti riproposte in momenti diversi, in cui io ero meglio disposta a quel o questo input.

Che poi io sia tosta, non è segreto per nessuno che leggiucchi il mio profilo FB. 😀 😉

Pensi che leggere o scrivere erotici aiuti a tenere alto il desiderio? Perché?

Perversa.jpgLeggere erotico spesso dà vita a fantasie che tutti abbiamo. Vedere nero su bianco il sogno che usiamo da mesi per masturbarci ci fa stare bene, ci permette di accettare e di sdoganare desideri che in altri casi reprimeremmo perchè sentiti come troppo trasgressivi, troppo fetish o troppo chenesoio. La letteratura erotica eccita e fa alzare il nostro grado di accettazione e autoconsapevolezza: ci rende liberi.

Conoscere e accettare i nostri desideri e le nostre manie (sempre tra adulti consenzienti, e mai con la violenza!) ci rende migliori, più tolleranti e di certo meno repressi. Per cui leggete erotico!

E se lo fate in coppia può pure aumentare la vostra intimità: è un attimo passare dal leggere un racconto al raccontarsi un’esperienza o un desiderio che si vorrebbe condividere col partner.

Quando scrivi le scene salienti, provi piacere? E rileggendole? Ti è mai capitato, per gioco, di metterle in pratica?1185588_170378899813209_1192068812_n

Per quanto mi riguarda scrivere è l’ultimo passaggio di un’operazione complessa. Ho poco tempo per la scrittura, per cui quando mi metto alla tastiera tutto è già formato nella mia testa. Digitare le frasi è un semplice atto meccanico. L’eccitazione, quando c’è – non è una regola che io vada su di giri pensando a una trama – si manifesta nella fase dell’ideazione. Quando i personaggi prendono vita, quando scelgo come farli cedere ai sensi, quando creo la loro situazione. Lì sì può capitare. Il cocktail tra il brivido della creazione e il tipo di situazione che sto immaginando può essere davvero intenso.

Il resto è solo concentrazione e improperi al mondo perchè non trovo il sinonimo giusto o perchè la scena mi sta venendo piatta e devo riscriverla. Altro che giarrettiere e tacchi a spillo: vocabolario aperto sotto il foglio word e bottiglia di un superalcolico accanto per consolarmi o congratularmi, a seconda dei casi! 😉

Con grandi riscontri, ti sei cimentata anche nella scrittura di racconti di altro genere, ma, per i più, resti una scrittrice erotica. Ti sta stretta questa sorta di etichetta?

Come potrebbe? Sono fiera del mio scrivere d’Eros e altre passioni. Anche nei lavori su cui mi sto impegnando ora, di più ampio respiro rispetto ai racconti, la componente erotica non manca. Amo le commistioni di generi: l’unico ambito in cui abbandono l’erotico è nelle fiabe per i bambini.

Immagino che, almeno una volta nella vita, in quanto scrittrice erotica, tu sia stata vittima di pregiudizi. Vuoi raccontarci un aneddoto simpatico?

Autrice erotica = donna di facili costumi, questa è l’equazione nella testa dei più.

Per cui vengo contattata da decine di uomini molto affamati di avventure certi di aver trovato una facile preda. La maggior parte decide che non sono pane per i loro denti dopo poche righe di chat, alcuni vengono bannati alla prima foto fuori luogo che inviano e altri capiscono che se vogliono restare e farsi rispondere devono darmene un motivo. E, se gli va a genio l’idea di parlare con me, iniziano a raccontarsi.

550413_10150985391188933_373966978932_11854071_426261005_nUn paio d’anni fa, mi imbattei in uno di questi. Iniziammo a chiaccherare del più e del meno. Poi dei soliti argomenti intimi: matrimonio in crisi, moglie che non lo considerava più dopo la nascita del figlio, lui che aveva saltuarie avventure sessuali, sensi di colpa e recriminazioni. Non so cosa ci vidi in lui di diverso da molti altri, ma un giorno gli chiesi a bruciapelo se amasse ancora la moglie.

“Lei è la mia luce”, mi rispose.

“Gliel’hai mai detto?”

Impiegò un bel po’ per rispondermi, poi scrisse: “Solo il giorno del nostro matrimonio. Nelle promesse…”

“Diglielo ancora. Diglielo oggi, quando torni dal lavoro, senza organizzare nulla di speciale. Diglielo anche se sta dando da mangiare al piccolo o se sta facendo i mestieri. Diglielo anche se è sfatta dalla stanchezza. Diglielo col cuore, come quel giorno, come l’hai scritto a me prima.”

Non mi rispose. Passarono alcuni giorni e mi scrisse che l’aveva fatto. Che avevano parlato tanto quel giorno e per tutti i giorni a seguire.

Hanno continuato a parlare e si sono riavvicinati. Ho conosciuto anche lei virtualmente su FB e posso dire con piacere che da un pregiudizio è nata un’amicizia e un matrimonio ha risolto un brutto momento.

Non è un episodio divertente, ma ne sono orgogliosa e ve l’ho raccontato volentieri.

Facciamo un gioco, ti va? Descrivi un amplesso. Una sorta di “nanoracconto” la cui unica condizione è l’assoluto divieto di usare fronzoli. Insomma, cruda e diretta. Vai!

“Come sempre più di frequente capitava nelle ultime notti, l’avevano svegliato i lamenti e i singhiozzi di lei. Stava facendo un altro incubo. Provò a scuoterla delicatamente per svegliarla senza spaventarla ulteriormente, ma il terrore era troppo saldo dietro le palpebre della sua donna.

2475102.jpgScivolò sotto le coltri, preso da un’ispirazione improvvisa, con cura le allargò le gambe, scostò il bordo delle mutandine e iniziò a leccarla lentamente, senza fretta. Presto i singhiozzi cessarono e i lamenti diventarono più bassi e rochi. A un affondo più deciso della lingua nell’intimità ormai viscida di saliva e umori, lei si svegliò. Percorse il capo del suo uomo con le mani in una tenera carezza e gli andò incontro con il bacino, ad accogliere quel piacere inaspettato ancor più a fondo dentro di lei. A un passo dall’orgasmo gli sussurrò: “Prendimi!”

Si liberarono velocemente degli slip e con un colpi sempre più feroci lui diede pace alla sua angoscia, tramutandola in pura estasi.”

A questo punto, prendo la palla al balzo e resto in tema, lanciandoti una provocazione. Solitamente, le protagoniste dei romanzi erotici sono donne-aliene. Sensibili a dismisura, capaci di bagnarsi al primo sguardo e di godere al secondo affondo. Insomma, ce ne fosse una frigida o con qualche difficoltà a raggiungere l’orgasmo! Lasciamo che queste eroine continuino a godersela in santa pace e parliamo di donne vere, piuttosto. Tu, per esempio, hai mai finto di provare piacere? Perché?

Purtroppo per i miei amanti, mai! Alcuni ci sono rimasti persino male. Altri hanno provato a dare la colpa a me. Spesso ho precisato che era stato piacevole comunque, anche se non avevo raggiunto l’orgasmo. A volte non ho indorato la pillola e la cosa si è conclusa così.

imagesiuy.jpgCredo che in un rapporto occasionale fingere non serva (tra le mie tante sindromi quella della crocerossina manca proprio! 😉 ), e che in una relazione sia proprio controproducente. Se non ho mai esposto il problema come posso pretendere che lui se ne accorga e provi a rimediare? Gli uomini sono molto più elementari di noi sul sesso e se sappiamo esporre le nostre esigenze senza urtare il loro machismo e amor proprio, tutti si danno da fare. In fondo, come lo è per noi, sapere di farci godere è una gran soddisfazione: basta dargli le coordinate per riuscirci!

Direi che forse è meglio fermarsi qui: sento di essere ad un passo dal varcare il confine del lecito. Ti ringrazio per esserti prestata al gioco e per aver voluto osare, entrando nella nostra Hot Room. Ti saluto con un brindisi. Alla nostra Fox, e alla prossima occasione!

Mille grazie, Maddalena. È stato un onore essere qui e rispondere alle tue domande. La tua intervista ha rispecchiato la tua classe e l’eleganza che riesci sempre a far trasparire in ogni cosa che fai. Fiera di essere stata tua ospite e grata a tutti i lettori che mi hanno dedicato alcuni minuti del loro tempo.

Un bacio a tutti dalla vostra Olympia Fox!

 

 

 Intervista a cura di Maddalena Costa

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