Intervista a Malia Delrai – “Delrai Edizioni”: Passione – dedizione – perseveranza

Inauguriamo questo spazio dedicato agli editori ospitando Malia Delrai, direttrice della Delrai Edizioni. Malia nasce come autrice, pubblicando in Self Publishing una serie di romanzi dall’alto tasso erotico. Le sue opere schizzano in cima alle classifiche di vendita e la sua popolarità cresce, di romanzo in romanzo. Qualche mese fa, la svolta. Malia decide di aprire una Casa Editrice. E lo fa mettendoci la stessa passione di sempre.download-6

Malia, benvenuta su Blog and the City. Per me è un vero onore intervistarti. Se qualcuno, un paio di anni fa, avesse anche solo ipotizzato che mi sarei ritrovata a farti delle domande, gli avrei intimato di smettere di farsi le pere. Ad ogni modo, eccoci qui!

Ciao! Sono felicissima di questa intervista, anche se ci ho messo un bel po’ per rispondere e ti ho fatto penare. Devi perdonarmi, ma credo di aver dimenticato di vivere per inseguire i miei sogni. A volte mi scordo persino dove ho la testa e se non ci fosse mio marito a farmi tornare alla realtà, penso che sarebbe dura mettere i piedi di nuovo per terra. La tua presentazione mi ha fatto sorridere. Detta così sembra che veramente… inquietante. Non trovo una parola che descriva meglio quello che provo. Ora mi hai messo ansia da prestazione, sappilo. Ahahah.

Prima curiosità. Se non ricordo male, in una vecchia intervista, alla domanda “e-book o cartaceo?” la tua risposta fu: meno carta, meno spreco. Allora eri “solo” una scrittrice. Oggi, in quanto editore, cosa risponderesti?

download-7Ora sono dell’idea che il cartaceo sia un vero e proprio lusso, per i costi e per la possibilità di distribuzione in Italia. Da quando ho aperto una casa editrice ho scoperto il valore immenso della carta e anche quanto spreco ci sia di quest’ultima nell’editoria. È un po’ penoso vedere sempre gli stessi libri che raggiungono le nostre librerie in centinaia, migliaia di copie, magari invendute e poi mandate al macero, mentre la piccola editoria soffoca e non riesce ad arrivare alla gente con il proprio romanzo, sputando sangue per rimanere a galla. È vero, un autore senza il proprio romanzo cartaceo si sente menomato, in un certo senso, lo capisco, e io infatti come editore sento l’esigenza di curare anche il cartaceo dei miei autori in ogni aspetto e voglio combattere per poterlo dare ai nostri lettori anche se è difficile, però devo essere sincera fino in fondo, è l’e-book che viene letto, l’e-book che viene recensito, l’e-book che dà visibilità all’autore. Ancora una volta, sia come editore che come scrittore, devo ringraziare l’esistenza dell’e-book e la sua immediatezza. Tutto questo per dire che… di certo se si stampasse di meno e si concedesse a tutti una fetta di mercato non sarebbe male, ma sto sognando un mondo di cooperazione che non esiste. Quindi sicuramente lo dico ancora “meno carta, meno spreco”, ma solo per quanto riguarda i grandi editori (ahahahah :P).

Cosa hanno in comune la Malia scrittrice e la Malia editore?

La passione, la dedizione e la perseveranza, questo hanno in comune. La Malia scrittrice non si è mai arresa di fronte alle difficoltà, la mia forza è cercare sempre e comunque una soluzione, non mollare anche quando le cose non sembrano andare come mi aspettavo. La Malia editrice ragiona allo stesso modo, anzi forse è ancora più tenace della Malia che ero: i miei autori devono poter contare sulla mia passione e la mia forza di volontà, che non possono MAI venire meno. Non mi posso permettere negatività o scoraggiamento, devo essere il perno della mia casa editrice e questo significa lottare ogni giorno dalla mattina alla sera per migliorare le cose. E credimi… la guerra è continua ed estenuante.

Ti senti più scrittrice o editore? Perché?

images.jpgOra mi sento più editore. Credo di aver quasi dimenticato cosa significhi scrivere… ahahah. Non sto scherzando. Mi manca scrivere, questo è vero, ma ogni giorno mi alzo la mattina alle sei pensando ai miei autori, a cosa posso fare per loro, a come posso impegnarmi di più per loro. Sento forte la responsabilità della scelta che ho fatto e per nulla al mondo la metterei da parte per tornare a essere la Malia “solo” scrittrice. Ho preso una decisione e così deve essere. Forse in futuro tornerò a pubblicare, di sicuro, ma certo non con la frequenza con cui lo facevo in passato e confesso che è durissima accantonare i miei scrittori per concentrarmi su di me. Sono editore 48 ore su 24 in pratica.

L’editoria alle soglie del 2017. Pregi e difetti.

Un vero e proprio casino è in Italia l’editoria oggi. Un casino di proporzioni abnormi. Siamo troppo indietro, troppo chiusi e tradizionalisti. Il mondo cambia, il sistema cambia, e noi siamo ancora ancorati ai vecchi sistemi, vecchi metodi. Dico io… ma perché non ci svegliamo un po’ tutti? Io amo la tradizione, ma solo se questa ci porta ad avere più consapevolezza della realtà e si apre a nuovi modi per comunicare. Se la tradizione diventa una prigione che non permette agli altri di entrare, di farsi conoscere, di poter così fare “cultura”, allora è un’immane presa per il culo (perdona il francesismo). Sono stremata, credimi, di fronte alle pareti che si stanno frapponendo tra me e i lettori. Sembrano muri invalicabili e a volte mi domando se sono effettivamente capace di scalarli… Non mollo, nonostante mi renda perfettamente conto che sto praticamente combattendo per far crollare un sistema.

 “In guerra, in amore e in editoria è tutto concesso” 🙂 Chi lo ha scritto e perché?

bny.jpgAhaha, mi sembra una frase che ho sentito da qualche parte. Ora non ricordo… mmh… La devo aver scritta dopo aver fatto uso di stupefacenti. Ahahah. Ogni tanto penso che scrivere stupidaggini possa esorcizzare l’angoscia che provo dentro quando mi trovo a sbattere la testa contro i muri di cui parlavo prima. Tutto il sistema dell’editoria è costruito per farti venire voglia di suicidarti, dall’autore all’ufficio stampa, non c’è scampo. Infatti se qualcuno disgraziatamente dovesse pensare di fare l’editore per guadagnare soldi, mi farei una risatina infinita. Non ne vale la pena. Se non c’è una grande motivazione alle spalle, un enorme obiettivo e tanto tanto amore per quello che si fa, si cade e si cade immediatamente. Avere a che fare con un mondo doppio ti rende una bella o una brutta persona. Con mondo doppio intendo sia il contatto diretto con le persone (autori – blogger – lettori – illustratori) sia con il mercato, l’economia, la gestione dei soldi e delle vendite, tutto l’aspetto imprenditoriale. Se non ami profondamente l’umanità e non sei in grado allo stesso tempo di prendere decisioni “utilitaristiche” allora per quanto mi riguarda non sei editore, esistono varie altre parole che non sto qui a elencare, ma non editore.

Da qualche tempo le case editrici sono solite pescare autori tra i Self  in vetta alle classifiche di vendita. Propongono loro di sottoscrivere un contratto vincolante, ritirano il manoscritto dal mercato per poi ricollocarlo qualche tempo dopo, con tanto di cover nuova di zecca e marchio in bella mostra. Come lettrice, scrittrice e poi editore, cosa ne pensi di questo fenomeno?images (1).jpg

Invito tutti i grandi nomi a venire da me, a pescarmi dal self-publishing e a mandarmi in tutte le librerie d’Italia. Dov’è che devo firmare? Ahaha, no, sto scherzando. Il fenomeno direi che ormai si può dire quasi concluso, a parte qualche sporadica scelta. Prima si pescava di più al self, ora invece pochissimo. Siamo soliti credere che un nome già affermato possa vendere di più di uno sconosciuto, ma credo che le cose non stiano funzionando propriamente come qualcuno si era aspettato. Il fatto di avere una grande distribuzione senza dubbio permette di avere canali che un self-publisher non si può permettere e magari, senza dubbio, vendere di più, ma non credo che i numeri siano poi maggiori di quelli di altri scrittori che non hanno una gavetta self alle spalle, anzi… forse sono inferiori. Tuttavia sto parlando in teoria, perché non ho dati certi alla mano, mi baso sul fatto che prima i grandi editori pescavano dal self come se non ci fosse un domani, a distanza di due anni il fenomeno quasi non esiste più (anche se c’è ancora qualcuno che tenta di ripubblicare in e-book i self). E allora semplicemente ho tratto le mie conclusioni. Quello che posso dire come editore di una piccola casa editrice che non ha gli strumenti di un grande editore, ovviamente, è che per me è inutile, totalmente inutile ripubblicare i self-publisher di fama (lo faccio solo quando meritano tanto e non hanno venduto niente), perché non posso dare loro niente di più di quanto già non abbiano avuto in termini di vendita.

Come selezioni le tue autrici?

Leggo i loro manoscritti. Se li ritengo validi propongo loro un contratto. Semplicemente. Non c’è trucco e non c’è inganno. Sono molto trasparente. Vorrei cercare dei talenti, ma mi arrivano troppi manoscritti in redazione e quindi spero di trovare tra quelli dei grandi scrittori che potranno far parte della Delrai Edizioni. Sono incredula anche io… non pensavo che gli autori cercassero ancora supporto da una casa editrice. Credevo che ormai l’epoca degli editori si fosse conclusa, invece mi sbagliavo. Di grosso.

imagesPerché un’autrice dovrebbe scegliere la Delrai Edizioni, piuttosto che qualsiasi altra piccola o media Casa Editrice?

Per nessun motivo. Ogni scrittore, autore, ha le sue idee, esigenze, il suo modo di vedere la realtà. Io non mi pongo nel panorama editoriale come la migliore, ho ancora tanta strada da fare e i problemi ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. Faccio quello che faccio con tanta passione e tanto amore… questo sì. Non ho aperto una casa editrice per sfruttare gli autori, per fare di questa attività una macchina produci soldi. Non è questo che mi interessa. Gli autori della Delrai Edizioni sono consapevoli che dovranno aiutarmi con la loro costante presenza, i loro consigli, la loro conoscenza del settore. Io cerco di fare per loro quello che farei per me stessa: cura della copertina, editing del manoscritto per renderlo migliore, cura dell’ebook, del cartaceo, la possibilità di vendita online e spero in futuro nelle librerie (sembra una cosa impossibile!), la presenza alle fiere. Tutto questo comporta un grosso impegno che da parte mia c’è, io ci sono. Questo lo posso promettere a chi si proporrà alla Delrai Edizioni. Io ci sono: mattina e sera, giorno e notte, per i miei autori, come un editore, uno scrittore, un conoscente, un amico. Potranno sempre contare su di me.

Il prezzo di copertina dei romanzi Delrai è mediamente alto: si aggira intorno alle 16,50 €. Cifra esosa, se consideriamo il binomio “Piccola Casa Editrice+Autore Esordiente”. Nonostante l’indiscussa qualità della stampa e l’attenzione certosina nella cura dei particolari, non credi che questo possa incidere negativamente sulle vendite e, quindi, penalizzare le tue autrici?

Forse sì, forse no, ma lo scoprirò. Su Amazon c’è la possibilità di comprare l’edizione economica a 9,90. Quindi se un lettore preferisce spendere di meno per un cartaceo, può sicuramente trovarla lì, proprio perché non volevo escludere al lettore la possibilità di averla a poco e Amazon è un colosso in fatto di vendite. Dal canto mio, essendo un piccolo editore ho costi di stampa e io stessa pago a caro prezzo la qualità che voglio mantenere. Ho preso questa decisione valutando un po’ il panorama delle pubblicazioni attuali. Non amo il binomio che si fa “piccolo editore, quindi deve costare poco”, “grande editore, si può permettere di far pagare tanto”, perché credo non sia vero. Ho deciso perciò di distribuire in modo “tradizionale” l’edizione deluxe e in modo “amazoniano” l’economica. Vediamo se questa mia decisione avrà riscontro o meno sul territorio.  La mia difficoltà ora è la distribuzione del cartaceo, proprio perché si basa su un sistema “tradizionale” che non condivido moltissimo. Sarà una guerra e ha appena avuto inizio.

 Cosa pensi degli agenti letterari?

Non li conosco abbastanza da potermi fare un’idea di loro, ma preferisco evitarli per ora. In futuro potrei darti una risposta diversa.

 E dei Blog letterari?

Con i blog io lavoro abbastanza bene. Non ho mai avuto problemi con blogger in modo specifico, credo sia sempre stato il contrario. Sono una persona che non ama discussioni, litigi e quindi ne sto lontana. Ma dico sul serio. Chi in passato mi ha recensita negativamente, chi lo fa anche ora, sa benissimo che da me non troverà alcun tipo di polemica, perché io non amo le polemiche sterili e le perdite di tempo. Se devo discutere, prima pondero, se non ne vale la pena sono la prima che si tira indietro. Mi piace collaborare con i blogger, trovo che sia stimolante il loro interesse verso le uscite della casa editrice, e mi piacciono tanto davvero. Sono grata del loro impegno e della loro apertura verso le piccole realtà. Chi non vuole collaborare con me, perché non interessato, è liberissimo di non farlo, io non costringo nessuno ed è giusto così. Non posso stare simpatica a tutti e piacere a tutti, e questa è una fortuna.

Domanda di rito: progetti futuri?

Ah, bella domanda! Andare al salone del libro di Milano e di Torino, fare fiere, pubblicare tanti bravi autori e arrivare in tutte le librerie d’Italia (oppalà, questa è dura). Mi auguro di poter far avere agli autori tanto successo, tanto, ma veramente tanto, perché lo meritano.

Adesso smetto di fare domande! Ti lascio libera di utilizzare questo piccolo spazio virtuale per scrivere quello che ti passa per la testa. Sei pronta? Scatenati 🙂

Questa è veramente difficile. Non so cosa dire. Ah sììì… be’, allora… posso fare un po’ di pubblicità ai miei autori? È concesso? Le prime pubblicazioni della Delrai Edizioni sono stati due romance: Apri gli occhi e comincia ad amare di Elle Eloise e Ribelle di Cristina Zavettieri. Sono due autrici diverse e di grande talento, entrambe. Sono innamorata delle storie che riesce a raccontare Elle, perché parlano direttamente all’anima… l’amore di Isaak e Sara mi ha fatta commuovere e, dico davvero, mi capita raramente. È strabiliante. Cristina, invece, risveglia un po’ la mia passione per gli uomini forti e ribelli, non a caso il titolo del suo romanzo, perché parla di un uomo, Federico, non avvezzo alle regole dell’etichetta (oh, non è detto che si tratta di un romance storico). download-5Le prossime, invece, saranno a gennaio e sono due storie impressionanti: Fracture di Barbara Bolzan è l’inizio di una serie indimenticabile (lo so, i lettori le odiano, ma date una possibilità a Barbara, perché lei ha talento da vendere). Volete sapere di cosa parla? È dura da spiegare, è un puzzle. Se vi svelo un pezzettino, poi faccio spoiler. C’è una ragazza che viene trovata dal protagonista sulla sponda di un fiume e… da lì inizia tutto. Non è il solito rosa, questo sì. Poi c’è Dracula! Non dite… oh, no, basta vampiri! No, no, lui è il vampiro per eccellenza. Se avete amato Stoker, amerete Dracula di Natascia Luchetti. Vlad torna, non è stato ucciso, e con lui torna l’amore della sua vita, torna Van Helsing, tornano tutte le figure che ruotavano intorno al classico, e ce ne saranno anche di nuove. L’amore non muore mai, soprattutto quando per amore si è stati maledetti. Bene, io chiudo qui e ringrazio tutti per avermi ascoltato blaterare.

Malia grazie! È stato un vero piacere intervistarti. Ti saluto con un grossissimo in bocca al lupo per i progetti futuri e con l’augurio di riaverti presto qui, su Blog and the City!

Crepi il lupo! Quando vuoi. È stata una bella intervista. Un vero piacere per me, credimi. Ti ringrazio e ti abbraccio forte.

Intervista a cura di Maddalena Costa

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