“Controvuoto è un libro che parla di emozioni”- Intervista ad Antonio Ruggiero

Blog and the City ospita Antonio Jr Ruggiero; cameriere, giornalista, scrittore e ideatore del progetto “Controvuoto”.download

Benvenuto Antonio. Un sito, dei video, delle immagini e un libro. In una sola parola: “Controvuoto”. Come nasce questo progetto e cosa vuole diventare?

Controvuoto è nato come i “flash mob” della prima ora, quelli che si facevano per il gusto di farli e senza nessun tipo di scopo. Il libro, però, mi ha dato la possibilità di superare una serie di difficoltà e ora vuole diventare un aiuto per chi si trova nella medesima situazione.

 Nelle interviste precedenti hai parlato delle tue fragilità, delle difficoltà che incontri ogni volta che provi a guardarti dentro. “Controvuoto” è stato un espediente per affrontare ed esorcizzare le  tue paure? Credi che possa tornare utile ad altra gente? Come?

Sì, scrivere Controvuoto è stato un modo concreto per affrontare le mie paure. Pubblicarlo sul sito www.controvuoto.com è servito a mettere a disposizione degli altri la mia esperienza. Chi legge il mio libro non troverà nessun consiglio in stile “manuale di auto-aiuto”, nessuna frase a effetto per convincere il lettore a seguire una religione e soprattutto nessuna indicazione di carattere medico. Ci sono migliaia di testi di questo tipo mentre il mio è un tentativo diverso. Io voglio dire a chi ha paura, a chi ha subito un trauma che non è solo, che ci sono tantissime persone con problemi simili e, soprattutto, che non c’è nulla di cui vergognarsi perché essere fragili non vuol dire essere deboli. A me non sembra poco.

“Controvuoto” ti ha reso un uomo migliore? Perché?

foto-ruggieroDefiniamo “migliore”. Se con questa parola intendiamo una persona più pronta ad ascoltare e capire, allora sì, mi sento migliore di prima. Se con “migliore” intendiamo qualcuno che non ha più bisogno di chiedere aiuto perché pensa che il mondo cominci e finisca con se stesso, allora no grazie, non mi interessa.

Sostieni che l’ironia possa sconfiggere tutte le paure. Tu ci sei riuscito: hai esorcizzato il tuo timore più grande: quello di volare. Ma credi che questo possa valere per tutti?

Se riesci a ridere delle tue paure con onestà allora i problemi si mettono in discesa. Certo, non si tratta della panacea di tutti i mali ma sicuramente di un ottimo inizio.

“Controvuoto” affronta temi scottanti e di grande attualità come il razzismo, il bullismo, vere e proprie piaghe sociali che, spesso, coinvolgono i più giovani. Tu, che adolescente sei stato?

Incosciente come tutti gli adolescenti, nel senso che non ero cosciente di quanto fosse bella l’età che stravo attraversando. Per fortuna mi sono divertito molto e, al netto di qualche bruttissima esperienza, il bilancio è positivo.

“Controvuoto” è un libro per tutti? A chi lo consiglieresti, in particolare? Credi che valga la pena portarlo nelle scuole? Ci hai mai pensato?

Non credo ci siano limiti di età per leggere Controvuoto perché è un libro che parla di emozioni, un argomento da cui nessuno può essere escluso. Ci sono molte parti che mi piacerebbe condividere con i ragazzi delle scuole, come i capitoli sul bullismo e sull’integrazione razziale. Sono questioni che i giovani conoscono già, il problema è che non ne hanno coscienza. C’è una bella differenza tra “sapere” e “rendersi conto” che questo libro potrebbe colmare almeno un po’.

Crescendo, hai imparato a gestire le tue emozioni e “Controvuoto” ti ha dato la possibilità di un confronto costruttivo con le fragilità umane. Un percorso di grande introspezione che, immagino, ti abbia aiutato a comprendere meglio l’animo umano. Che cosa hai scoperto?

C’è del marcio in Danimarca.ruggiero 2.jpg

“Controvuoto”, tirando le somme?

Lo rifarei.

Abbiamo parlato di paure, di emozioni, di sentimenti. Quali sono i tuoi sogni nel cassetto? E, più concretamente, i tuoi progetti futuri?

Sogno di essere felice sempre e quando torno a casa la sera dalla mia famiglia lo sono. Per quanto riguarda i progetti futuri potrei risponderti come i personaggi famosi che hanno sempre “grosse opportunità” all’orizzonte. Io voglio essere sincero, di concreto non ho nulla da raccontarti perché quando ho cominciato l’avventura di Controvuoto non mi sono posto obiettivi precisi, volevo vedere come andava a finire se provavo a rendermi utile al prossimo. Tutto quello che mi serve ce l’ho già, come dicevo prima la differenza sta tra “saperlo” e “rendersene conto”.

Antonio ti ringrazio per questa bella intervista 🙂 Ti faccio un grosso in bocca al lupo per “Controvuoto”, per i sogni nel cassetto e per i progetti che verranno, augurandoti il meglio.

 

 

Intervista a cura di Maddalena Costa

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