Recensione: “Quell’ultima mano di poker” – Maurizio Malavolta

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Sinossi:

Una ragazzina, figlia del direttore di una televisione locale, realizza una grossa vincita al video-poker e scompare. Si teme un rapimento, tesi rafforzata dall’interesse manifestato nei sui confronti dalla criminalità organizzata. Avrebbe inventato un’app per il telefonino in grado di far saltare il banco di una delle attività lecite-illecite più redditizie, la gestione del gioco d’azzardo. Il padre, terrorizzato, chiede ad un collega giornalista sportivo, Franco Astolfi, di occuparsi del caso. E’ un amico, anzi qualcosa di più. Ha un passato violento e segreto, ma accetta di indagare. Franco mette insieme uno strano gruppo di collaboratori, una ragazza uscita da una brutta storia di violenza, un operatore tv amante della birra e del rock pesante, un caporedattore collerico e geniale. Sa di avere poco tempo, è un caso che o si risolve in fretta o si risolve in tragedia. In più ha un interesse tutto personale che lo spinge ad impegnarsi al massimo. La collaborazione con la polizia non è semplice e l’indagine si complica quando entra in campo un assassino di donne, brutale e spietato. In più Astolfi se la deve sempre vedere col suo passato, che ritorna in ogni sua azione e che mette a rischio il ritrovato rapporto con la sua donna. In questa storia nessuno è del tutto buono, ma qualcuno è davvero molto cattivo. Le vicende si intrecciano, il quadro diventa sempre più complesso e poi, quando tutto sembra ricomporsi, Franco si accorge che rimane ancora da giocare quell’ultima mano di poker…

Recensione di Filomeno Cafagna:

A volte, rompere gli schemi ed essere in netta controtendenza risulta essere non solo una scelta vincente, ma anche molto salutare. Per questo motivo per parlare dell’opera di Maurizio Malavolta “L’Ultima man di Poker” voglio cominciare dai ringraziamenti che l’autore fa a margine del suo testo, il quale si è dimostrato avvincente dalla prima all’ultima pagina. Scrive l’autore: ” grazie  a  Laura  Massera,  editor straordinaria,  “senza  di  te  questo  libro  sarebbe  stato  sicuramente peggiore”. Capisco che i ringraziamenti possono anche essere di circostanza ma, primo… Un po’ di sana autostima non guastava, vista l’ ottima capacita narrativa; secondo… Se l’editor in questione fosse stata davvero “straordinaria”, i 2 (due) e dico due errori “di battitura”, in cui ho mancato di prender nota, non ci sarebbero stati. Mi ha fatto piacere leggere il Grazie  alla  sua Città,  Modena, in cui è ambientato il romanzo, che a pag 109 il Malavolta trova anche il modo di presentarne i profumi culinari attraverso la menzione del piatto tipico Gramegna e salsiccia che Franco (protagonista) riesce a preparare in quindici minuti. A tal proposito vorrei porre un quesito a cui non sono riuscito a rispondere, perche i tempi di preparazione della predetta pietanza variano, a seconda di chi la propone, da 15 a 45 minuti?

Che il racconto sia bello, avvincente, fluido, e così veloce che staccarne gli occhi diventa un’offesa (si consiglia di fruire di questo romanzo dopo aver espletato tutte le vicende quotidiane in modo da non esserne distolti) è stato già detto ma una ripetizione mirata è dovuta.

 La storia sottopone all’attenzione del lettore  due macro argomenti sociali di grande attualità su cui, nonostante i grandi dibattiti tenuti e tutt’oggi in corso, non si è giunti ad un punto di svolta risolutivo quali femminicidio e  slot machine. Sul primo argomento mi ha colpito molto una verità dell’autore quando afferma:”le  leggi  non  devono  essere  diverse  e nemmeno  le  pene:  leggi  speciali  fanno  vittime  speciali,  ma  soprattutto  rendono  speciali  gli  assassini;”   il legislatore però su questo argomento è risultato perdente da sempre perchè al genere umano pare che piaccia più essere Caino che Abele. Per il secondo argomento la questione è più “amara” ed ipocrita in quanto trova l’avallo dello stato: è appena il caso di ricordare l’abbuono di 700 milioni di euro alle tasse che le aziende detentrici di slot avrebbero dovuto versare al Paese senza considerare tutte le spese che questi deve o dovrebbe sostenere in campo sanitario per curare i ludopatici. Si coglie infine l’occasione per lanciare un grido d’allarme sulla prossima introduzione di slot machine che accetteranno come pagamento anche le tessere magnetiche tipo bancomat e carte di credito.

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