Recensione: la musicista – Andrea Bloch

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Trama:

“Sono una donna come tante. Una donna cosiddetta normale. Casa, lavoro, palestra. Solo che a volte mi prende una voglia irresistibile di uscire e di uccidere.”

Rosa ha un passato da nascondere e i suoi fantasmi pagano col sangue il suo presente.Moreno, l’ispettore incaricato di far luce su efferati omicidi che come traccia hanno un pentagramma
inciso con un coltello sul corpo delle vittime. In sottofondo le arie delle più belle opere liriche
che Rosa conosce a memoria. Sarete l’assassino. Sarete Moreno che indaga. Il bene e il male hanno finalmente una voce e un volto:quanto uno prenderà in prestito dall’altro?
Chi condannerete o amerete? Attenti a rispondere, perchè “Non è vero che negli occhi
si legge la nostra anima. Se avvicinandomi, le vittime vedessero la mia, fuggirebbero. Invece…”

Menzione speciale per la categoria inediti al Festival Giallo Garda 2015

Recensione di Filomeno Cafagna:

La musicista.
Pentagramma mortale
di Andrea Bloch,
romanzo, 2016 – 240 pagine – Damster edizioni costo 14,00 €

Cos’è che spinge, in un periodo dove violenza e guerre sono dietro l’angolo di casa e all’ordine del giorno a scrivere romanzi noir costellati di omicidi di un efferatezza tale da indurre anche Satana a prendere ripetizioni? Le risposte potrebbero essere molteplici ma, è in questo segmento che il romanzo “La musicista. Pentagramma mortale “ si va ad innestare.
Personalmente, per evadere dalla realtà rifugiandomi nella lettura, non sceglierei questo genere di romanzi perché mi tengono incollato alle brutture che l’essere umano è capace d’inventarsi per sopraffare il suo prossimo per mero piacere personale, ma a me piace leggere e non mi formalizzo.
Ambientato a Seborga piccolo paesino nella provincia d’Imperia, la storia fluida e ben strutturata, racconta le peripezie ed escamotage che  Rosa, la protagonista, compie per poter effettuare gli omicidi e sfuggire alle indagini per concludersi con un finale che non ti aspetti e ti lascia completamente di stucco.

Punto debole
L’incipit del romanzo, se pur pregno di suspense e aspettative, è leggermente superficiale  nella descrizione della scena in cui si svolge e per come si svolge l’azione.

Giusto per intenderci, siamo a pag 11 dove si legge:” Gli rovescio addosso uno schiaffo da farglieli uscire fuori dalle orbite. Gli ho rotto il naso, che comincia a sanguinare copiosamente. …omississ Ora entra nel portabagagli – gli intimo. – Subito, immediatamente, altrimenti ti spacco quegli occhiali da talpa che hai, brutto verme” si può mai pensare che dopo aver ricevuto uno schiaffo che ti rompe il setto nasale facendoti sanguinare copiosamente, gli occhiali rimangano incollati sul viso?

Punti di forza del romanzo
Promozione  intelligente ed arguta delle arie di musica classica andando dalla Tosca alla Manon Lescout legate ad ogni singolo omicidio e non solo, unitamente alla poesia di Umberto Saba a pag 160;
Promozione del territorio con una descrizione del santuario di Monte Senario così ben fatta che non ho potuto esimermi dal fare una piccola ricerca in merito a tale luogo.
Promozione delle tradizioni popolari, con la presentazione del detto “ le lenticchie di nonna Elisa, quelle che non affondavano nell’acqua e io chiedevo perché. Lei rispondeva che solo quelle buone da mangiare vanno giù le altre quelle brutte, come le bugie ed i ricordi brutti restano a galla, sono da buttare” che personalmente non conoscevo ma che non mancherò di verificare

In conclusione l’opera di Andrea Bloch rimane un bel lavoro che a prescindere dall’essere o meno amanti del genere, merita di essere letto.

Voto 4,5 su 5

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