Recensione: L’angelo nero – Nunzia Alemanno

32974_ALEMANNO_COVER_15x21_12102016.jpgTrama:

“Tanto tempo fa, su un’isola lontana, immersa tra le onde più oscure degli oceani infuocati, viveva un drago solitario, un potente Signore dal potere infinito, padrone dei mille volti, dominatore delle forze della terra e sovrano delle arti magiche più temerarie. L’onnipotenza era in lui e da tutti era temuto e rispettato. Di notte solcava l’aria tra le stelle lucenti in cerca di pace per la sua anima e tra le onde del vento navigava il suo lamento, spinto in ogni angolo della Terra. Era il suo grido di rabbia per l’amore perduto…”.

    Così iniziava il racconto di Albert Overgaard.

    Karl aveva appena sei anni quando nonna Amanda iniziò a leggergli ciò che aveva scritto suo padre. Sembrava l’inizio di una favola, invece si rivelò il principio di un incubo.

    Nella tranquilla Silkeborg, in Danimarca, ebbero inizio gli eventi e fu in una sala dei giochi che il piccolo Karl fu rapito e condotto in un mondo sconosciuto, lontano dalla famiglia, dalla sua casa, dai suoi amici. Visse momenti angosciosi e terrificanti: oppresso dalla persecuzione di Elenìae, la perfida strega di Castaryus, scopre un mondo estraneo al suo, divenendo consapevole di una realtà impressionante, la vera esistenza della magia.

    Il Drago, Dionas, Nicholas, Evolante, migliaia e migliaia di guerrieri appartenenti a ogni regno di Veliria, misero a rischio la vita per proteggere Karl e la giovane Ambra, i due elementi sacrificali tanto bramati da Elenìae, necessari per saziare la sua sete di potere. Karen, la madre di Karl, pur di raggiungere il suo bambino, cadde in uno stato di oblio profondo e, anche se ingannata da Elenìae, riuscì a oltrepassare la barriera tra i due mondi che, nessuno mai, in alcun modo, avrebbe potuto valicare. Elenìae, infine, fu annientata, grazie all’impegno e al sacrificio di molti.

    Sono trascorsi vent’anni dalla dissoluzione di quest’incubo. Vent’anni, da quando il rischio di uno schiavismo planetario è stato scongiurato. Vent’anni, da quando si festeggiò la vittoria e si pensò che il male non sarebbe più tornato. In passato fu nonna Amanda a scoprire, attraverso il racconto di Albert Overgaard, il padre di Karl, ciò che suo nipote stava affrontando in una terra lontana e oggi, riprendendo la lettura del manoscritto, Amanda scopre una realtà sconcertante. L’incubo non è finito e la vita del suo adorato Karl, oggi quasi trentenne, è ancora in pericolo.

Recensione di Valentina Vitale:

“L’Angelo Nero” è il secondo volume della saga “Il Dominio Dei Mondi” di Nunzia Alemanno, di cui ero in fervente attesa e che devo dire non ha deluso le mie aspettative, nonostante scrivere un seguito all’altezza del precedente, a mio parere, costituisce una sfida non indifferente per lo scrittore, in quanto rischiare di essere ripetitivi o scontati è molto facile, ma non è certo questo il caso. In  questo secondo volume l’autrice introduce accanto ai vecchi personaggi a cui mi ero affezionata nuovi personaggi le cui vicende sono legate tra loro in maniera sorprendente, rincontriamo Ambra e Nicholas ormai felicemente sposati e innamorati più che mai con i loro due figli Oughris e Nikael, quest’ultima ha un ruolo importante in questo volume e come ci lascia sottintendere la storia anche nel terzo volume, Karen, Karl che ormai è cresciuto e divenuto un brillante giovanotto e nuovi personaggi come il misterioso Xusar, Chrosand e molti altri; conosciamo inoltre nuovi mondi che ci svelano nuovi dettagli magici. In questo libro la scrittrice si è divertita a tenermi in un paio di occasioni con il fiato sospeso e devo dire che stavolta c’è più di una vicenda che solo il seguito potrà chiarire, ci sono poi parecchi misteri che vengono svelati a romanzo inoltrato e non mancano i colpi di scena. Già l’inizio che oserei definire abbastanza angoscioso lascia presagire che anche questa volta l’autrice non mancherà di emozionarci e di coinvolgerci nella storia, inoltre dettagli che nel primo libro erano finiti per divenire irrilevanti tornano nel secondo e si presentano come una chiave di comprensione degli eventi, che verrà fornita solo nel terzo volume. Lo stile di scrittura è fluido e accurato e le descrizioni particolareggiate e scorrevoli, a tratti crude, rendono la narrazione vera, che inoltre prosegue scivolando da un piano temporale all’altro, da un mondo all’altro offrendoci una chiara visione della storia di ciascun personaggio e la spiegazione delle varie vicende. Il destino di un personaggio, in particolare, mi ha incuriosito a tal punto che quando ho terminato questo secondo volume sono rimasta delusa del fatto che dovrò attendere il terzo per sapere a che fine è stato destinato; ad accrescere la mia curiosità, inoltre, contribuisce il fatto che l’autrice ci fornisce un resoconto delle vicende, che lo riguardano e lo legano ad altri personaggi, precedenti all’evento in cui lo vediamo per l’ultima volta. Inutile dire che la storia si sia complicata parecchio rispetto al primo volume e per i nodi da sciogliere che l’autrice ci ha lasciato non mi aspetta che attendere paziente il seguito.

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