Recensione: Il segreto di Maradesh – Marika Misino

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Sinossi:

Regno di Maradesh. Da sempre minacciate dai malz, creature malvagie che si cibano delle ninfe, queste ultime lottano per la sopravvivenza. Loara ha appena perso suo marito in un attacco e, poche ore dopo il parto, è costretta ad abbandonare il suo unico figlio per garantirgli la salvezza. Molti anni dopo, Bome e sua sorella Jaka sono due bambini rimasti orfani proprio durante un attacco dei malz ed entreranno a far parte delle schiere dei guerrieri. Jò, l’ultimo dei Mathkai, unico ad avere il potere di piegare gli elementi della natura cambierà il destino di entrambi e della stessa Maradesh. Marika Misino crea interamente un mondo con cultura, tradizioni e spiritualità proprie…

Recensione di Filomeno Cafagna

Ogni lettore dà a ciò che legge una propria chiave di lettura e ne trae considerazioni proprie e personali che, difficilmente, potranno essere modificate; ed è per questo che, nonostante tutto, i libri mantengono il loro fascino, perché ti portano in un mondo esclusivo disegnato solo per te che leggendolo incominci a viverlo. Sembra uno stralcio del film d’animazione Page Master, vero? Il libro di Marika Misino IL SEGRETO DI MARADESH molto bello ed avvincente (lo dico senza retorica alcuna) viene presentato come un libro fantasy, ma appena ultimata la lettura sono andato a rileggermi la sinossi del libro e la prima domanda che mi sono posto è la seguente: “ Quanto è realmente fantasy il regno di Maradesh?” personalmente e con il senno di poi (ossia dopo aver ultimato la lettura ed averci dormito sopra) non lo ritengo per nulla fantasy ma molto reale e vicino alla nostra quotidianità, incipriata affinché dure verità come guerra vessazioni inganni a cui siamo sottoposti ogni giorno possano essere compresi un po’ da tutti senza trascurare di infondere speranza attraverso la proposizione dell’eroe “senza macchia e senza peccato” che riuscirà alla fine, aiutato dai suoi compagni di ventura, a sovvertire l’ordine delle cose. Quanto sopra racconta in una sintesi molto stringata il romanzo in oggetto, ma vediamo ora di scendere più nel particolare per motivare le mie considerazioni. Pag 9 Il libro comincia mettendo a parte il lettore di una strage compiuta dal popolo dei “malz” e non è forse ciò che accade nel mondo per esempio in Siria? Ma senza uscire fuori dai confini italiani, l’attacco notturno fatto dai malz nei confronti del villaggio dei mathkai non è forse assimilabile a quanto la nostra politica sta facendo alle piccole e medie imprese? Pagg 29 – 30 Gli unici a potersi permettere una vera istruzione erano le famiglie nobili Se non siamo ancora giunti, o meglio, ritornati a questo livello poco ci manca visto il costante aumento dei costi, per le famiglie, della scuola pubblica unitamente alla mancanza di posti di lavoro e i vari stipendi che non superano le 900€ per cui si è costretti a “lavorare” in due per racimolare una quantità di denaro sufficiente per sopravvivere. Pag 30 State tranquilli bambini, non siamo in una prigione, siete qui per crescere istruiti ed in buona salute, ma bisogna anche imparare a rispettare le regole Arriva un momento, e noi meridionali credo che ci siamo arrivati da un pezzo, dove le “regole” più che aiutare a gestire la quotidianità di un popolo servono per mettergli il giogo ed immobilizzarlo onde evitare che si ribelli ed il pensiero corre alla terra dei fuochi, o a Taranto e le sue industrie pesanti dove si combatte per Salute o Lavoro ed allora ci vorrebbe una presa di posizione da parte del popolo, che tra l’altro, se ne parla nel capitolo 36 ma noi oggi siamo in grado di emulare il popolo di maradesh? Pag 38 Roga, ascoltami, te lo sto chiedendo in ginocchio, ti prego, arruolaci entrambi… Cosa speri di ottenere in questo modo? Che impari un po’ di disciplina…. In questi giorni si parla di ripristinare il servizio di leva obbligatorio, il problema è che per quanto possa essere utile tale reintroduzione, per contro non ce lo possiamo permettere in quanto oggi un militare non costerebbe più, come paga mensile, 2€ al giorno visto che un volontario in ferma annuale percepisce una paga mensile di circa 1000 essere utile tale reintroduzione, per contro non ce lo possiamo permettere in quanto oggi un militare non costerebbe più, come paga mensile, 2€ al giorno visto che un volontario in ferma annuale percepisce una paga mensile di circa 1000€ ve le immaginate le prese di posizione di tutti i partiti con le varie retoriche allo sperpero di soldi per la difesa? Pag 41 Bome continuava a osservare la calca che si sfrenava sulla pista da ballo e non riusciva a credere che tutto quello che vedeva era stato organizzato per festeggiare lui ed i suoi compagni appena nominati. <<Maradesh ci tiene ai suoi abitanti>> In questa affermazione traspare come l’ordinarietà di un servizio diviene un’attenzione particolare quando lo si riceve solo perché chi doveva renderlo fruibile non l’ha mai reso tale. Pag 50 <<Hei Rostrei!>> la accolse lui (Bome); <<Devi pagarmi>>; <<Cosa?>>; <<Si, devi darmi tre Stemme>> rispose la ragazza. <<Ma io non posso darti tre Stemme in questo momento. E’ tutto quello che ho>>; <<Non è un problemamio, avresti dovuto pensarci prima di portarmi in tenda. Coraggio, fuori il denaro>> Intanto, nel caso in cui non si fosse capito, diciamo che Rostrei è una meretrice, ciò detto possiamo tranquillamente affermare che questo episodio offre vari spunti di riflessione; a) La discussione che ci si sta preparando ad affrontare in parlamento per la riapertura delle case chiuse b) La nostra sempre maggiore incapacità di analisi di quanto ci accade intorno, tanto da permettere al governatore della banca d’Italia Visco di definirci un popolo di “Ignoranti Funzionali” cosa che, sostanzialmente, mi trova in accordo Pag 59 Quella mattina il sole splendeva gagliardo e giocoso nel cielo turchino di Roma, la città eterna. Via dei Fori Imperiali, anticamente acciottolata, era gremita di automobili, scooter e soprattutto pedoni. Troppo spesso si dimenticava che Roma era una città viva e non solo turistica. Ho già detto in premessa che questo libro lo ritengo per nulla fantasy ma molto reale e vicino alla nostra quotidianità e questo passaggio, che nella lettura ti giunge come una sberla improvvisa, ne è la riprova anche se come scopriremo in seguito (pag 68), servono all’autrice per farci riflettere sul fatto che: a) nell’universo non siamo soli ; b) Esistenza di mondi paralleli già argomenti di discussione sia in campo letterario che scientifico. Pag 61 Osservò il cielo privo di stelle a causa delle luci che la città emanava, poi però riuscì ad intravederne una e siccome era un evento raro si fermo a fissarla come se fosse la cosa più bella del mondo, si accorse però, che si trattava di un aeroplano e ne restò deluso. Inquinamento luminoso, inquinamento acustico, elettromagnetico e chi più ne ha più ne metta, ci hanno tolto il gusto ed il piacere di bearci dello spettacolo che madre natura ci mette ogni giorno a disposizione, diamo per scontato troppe cose senza essere capaci di apprezzarne il valore a cominciare dal nostro corpo di cui conosciamo poco o niente. Allora diventiamo tutti ambientalisti e, per esempio, protestiamo contro le installazioni di antenne telefoniche le quali come sappiamo generano inquinamento elettromagnetico, però… quanti di noi oggi sono disposti a rinunciare al loro telefonino o restando nel campo delle antenne e dell’elettromagnetismo, alla radio, al televisore, telecomandi cancelli auto e alle miriadi di applicazioni che utilizzano la radiofrequenza? Non c’è che dire, siamo un bel popolo d’ipocriti. L’argomento inquinamento mi potrebbe offrire l’opportunità di commentare la recente legge regionale approvata il 2/08/2016 che istituisce l’A.T.O. unico, ma sorvoliamo. Pag 65 <<Che cosa vui da me?>>/<<Che torni nella tua terra e ti arruoli nell’esercito>>/<<Perché dovrei combattere una guerra non mia?>>/<<Ma come non tua? Certo che è tua! E’ una guerra di tutti, tua in particolare dato che appartieni a Maradesh>> Che sono ormai circa 20 anni che noi stiamo combattendo la terza guerra mondiale io lo vado dicendo da altrettanto tempo ma nessuno sembra accorgersene solo perché è una guerra che non si sta facendo con le armi ma è una guerra economica che ha mietuto innumerevoli vittime ed altrettante ne mieterà e che nel giro d’un battito d’ali saranno dimenticate, ma non voglio fare parallelismi con questa guerra mondiale che, per quanto vicina, la sentiamo molto lontana; parliamo invece delle guerre della nostra città che vede sempre maggioranze ed opposizioni sempre gli uni contro gli altri ma mai coesi per il bene comune, dove tutti parlano di democrazia partecipata ma poi non la mettono in atto, dove l’associazionismo d’altro canto non è da meno e, alla fine quando si tirano le somme rimane il fatto che si vive in una società morta fatta di zombi viventi che si trascinano giorno dopo giorno incapaci di mettere in campo progettualità atte a divenire siero che gli faccia ritornare uomini degni di cotanto nome. Pag 112 <<Tu non capisci!>> Esclamò Bome con rabbia. <<Roan è di mio interesse, ma non posso rischiare il mio ruolo di addestratore, è troppo importante, lo devo a mia sorella>> Eccolo la… il tentativo di prevaricazione, la mancanza di ampiezza di vedute dove ognuno di noi cerca di trarre il massimo profitto da ogni cosa che sia economico, sentimentale, o di altro genere. Certo, per capire questa mia considerazione bisognerebbe leggere qualche riga in più che io non ho riportato, ma se lo avessi fatto vi avrei tolto il gusto della “scoperta”. Pag 119 La terra da cui provengo sta morendo e con essa i suoi abitanti (concetto che sarà ripreso a pag 127) …omissis tu invece un popolo lo hai ed hai anche una bella terra ricca e rigogliosa … omissis Sarebbe meglio usare le proprie energie per vivere con i vivi. Ciò che dici è molto saggio, ma io voglio la mia vendetta Il racconto è ormai nella fase centrale l’autrice incomincia a preparare quanto necessario, meglio di quanto ha già fatto, per indurre il lettore a non alzare più lo sguardo dalle pagine per non perdere la frenesia dei ritmi con cui stanno per essere raccontati gli accadimenti. Ma torniamo alle frasi segnalate, i motivi per cui la nostra terra sta morendo li conosciamo e li abbiamo già menzionati in precedenza, cosi come sappiamo anche che la nostra terra è anche ricca e rigogliosa e mentre io sto parlando di un unico territorio nel brano il paragone è tra due mondi diversi per cui l’anelare vendetta potrebbe avere anche senso, ma da noi… che senso ha? Perché siamo sempre in antitesi? Pag 122 Non c’è nulla di male nel fissarsi un obiettivo e perseguirlo , al contrario è onorevole. Non devi mai vergognarti dei tuoi sogni. Combatti per loro e sarai felice E’ un affermazione che condivido e mi fa piacere riproporla. Pag 128 Il vero linguaggio universale è l’amore. Tutti sembriamo sapere che il vero linguaggio universale è l’amore, che tra l’altro è il denominatore comune di bibbia corano torah e qualsiasi altro testo religioso, ma allora perché sulla terra imperversa il male e l’amore è ridotto a lumicino? Pag 152 Maestà mi perdoni per l’insolenza, ma ho studiato le leggi e ho scoperto che Moloc è mio diritto e che voi non avete possesso. Le leggi potrebbero essere un arma che il popolo può sfruttare a proprio vantaggio però poi accade che ti cambiano la norma o ne creano un’altra che va in deroga alla prima ne sono un esempio i dieci decreti salva Ilva o le modifiche al titolo V della costituzione che ad ottobre con un referendum senza quorum, saremo chiamati ad approvare. Ma al di là di tutto resta il fatto che l’impianto normativo italiano è ampio, complesso e di difficile applicazione in quanto le leggi lasciano ampio spazio all’interpretazione. Pag 210 Avevano scoperto che i tremendi poteri che per secoli erano stati attribuiti ai doemus erano semplici poteri di creazione Un popolo, i doemus, capace di creare la vita, questa visione apre le porte ad una discussione in ambito teologico che sarebbe meglio al momento mantenere sopita. Pag 225 Incitamento di Jo alla battaglia Se siete riusciti a leggermi sin qui, vi sarete sicuramente resi conto di come abbia trasformato il libro fantasy di Marika Misino “Il segreto di Maradesh” in una fotografia dei giorni nostri, e di come risulti difficile, a differenza di quanto accorso nell’opera in discussione, di individuare un Jo ed i Matakai. Verrebbe da dire che i Jo ed i Matakai si potrebbero trovare nel M5S per quelli che sono i principi fondanti del movimento che però purtroppo non hanno fatto presa nei grillini locali. Chiudo le mie considerazioni su quest’ottimo lavoro della Misino su una frase di Pag 265 Maradesh è una terra tradita e ferita da chi avrebbe dovuto difenderla e ha bisogno adesso più che mai di qualcuno che riporti speranza. E si, non ci sono proprio dubbi, Maradesh è Trani, è Biscegli è Taranto è il Mezzogiorno nella sua interezza, ora non ci resta che cercare Jo.

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