Silvia Menini: Il 2017 sarà l’anno della svolta?

Blog and the City è pronto per una nuova intervista! È la volta della Veronese Silvia Menini, autrice del romano ironico “Se bella vuoi apparire”, edito da YouFeel Rizzoli.

Ciao Silvia, sono molto lieta di averti qui e impaziente di approfondire la tua conoscenza. Leggendo la tua biografia ho appreso che, dopo anni in giro per il mondo, sei tornata in Italia. Immagino che questa esperienza ti abbia arricchito molto, sia come scrittrice che come lettrice. Vuoi dirci di più?

Innanzitutto grazie a voi di questa magnifica opportunità!IMG_8233.JPG
Sì, sono sempre stata una zingara e ho avuto la fortuna di vivere due anni in Belgio e due anni a Boston (ormai credo di essere arrivata a 20 traslochi!). Sicuramente sono state esperienze che mi hanno arricchito molto dal punto di vista personale, ho avuto la possibilità di conoscere persone diverse, confrontarmi con culture svariate, e affrontare esperienze che mi hanno portato ad avere molti, moltissimi spunti per i miei libri. Sono un po’ una jellata di natura e ogni volta che affronto un viaggio o una nuova avventura me ne succedono sempre di tutti i colori. Pensate che il mio assistente si era rifiutato di viaggiare con me e nell’ultimo periodo (dopo viaggi devastanti accanto a me) prendeva treni e aerei differenti dai miei. Ho detto tutto! Per la lettura anche… soprattutto quando ero negli Stati Uniti… leggevo molti libri in lingua e spaziavo in generi non ancora affermati in Italia che mi hanno dato la possibilità di capire che spesso uscire dai limiti imposti non è sempre un male (anche se poi la pubblicazione non arriverà nemmeno se preghi in aramaico).

Sei una grande lettrice. Quale, fra tutti i libri che hai letto, avresti voluto scrivere tu? Perché?

Credo che per ogni fase della vita ci sia una tipologia di romanzi che si fa propria e si ama più delle altre (e un po’ si invidia). Arrivata a questo punto amo molto le letture che mi permettono di evadere dalla realtà e divertire senza essere gravata dalle paure che spesso e volentieri mi assalgono. Spazio però di genere e stile proprio per avere maggiori spunti da applicare poi alla scrittura.
Ho trovato autrici che mi incantano con la loro scrittura, con la costruzione dei loro romanzi e con una capacità di farmi immergere nella lettura come se null’altro esistesse. Per citarne alcune (e notate che sono solo donne!): Lucinda Riley, Elisabetta Cametti e Simona Sparaco. Poi ci sono mille altre autrici/autori che ho amato e che leggo sempre volentieri ma queste tre sono quelle che aspetto con trepidazione e delle quali non mi perdo nemmeno un libro.

La passione per la lettura ti ha portata, lentamente, a quella per la scrittura. Hai frequentato la scuola Holden, a Torino. Cosa ricordi di quella esperienza, quanto ti è servita e, la consiglieresti?

La scelta di frequentare dei corsi di scrittura alla Holden è stato per me un modo per mettermi alla prova, migliorarmi ma soprattutto confrontarmi con persone che avessero la mia stessa passione.
Ho fatto due corsi: uno dedicato ai racconti e uno specifico sul romanzo. Sono stati molto utili in quanto mi hanno permesso di acquisire delle tecniche di scrittura e analisi dei testi che mi hanno portato molto giovamento, soprattutto nel leggere. Spesso si legge ma si è talmente presi dalla storia che non ci si rende conto di come l’autore ha costruito il romanzo, tratteggiato i personaggi, preso un punto di vista per la narrazione… e poi ho avuto la possibilità di confrontarmi con altri appassionati come me che mi hanno dato spunti preziosi sul romanzo che stavo riscrivendo (e che è ancora diligentemente riposto nel cassetto in attesa di una chance – anche se è arrivato tra i primi quattro al concorso indetto l’anno scorso da Leggereditore).

Lo scorso Luglio è stato un mese molto importante per te: ti ha vista debuttare per Rizzoli con il romanzo dal mood ironico “Se bella vuoi apparire” e finire fra le quattro finaliste di un concorso organizzato da Leggereditore. Come hai vissuto quei momenti?

Con ansia. Io sono una persona perennemente ansiogena. Era da anni che tentavo di trovare uno sbocco e, essere pubblicata da Rizzoli, ha rappresentato un grande passo avanti. Ovviamente il mio sogno sarebbe quello di pubblicare un cartaceo e poter tenere tra le mani la mia creatura. Spero che sia un primo passo verso qualcosa di più grande… Speriamo che tutti gli oroscopi che sto leggendo in maniera forsennata dicano la verità e cioè che il 2017 sarà l’anno della svolta.
Per Leggereditore… è una ferita aperta e sanguinante. Diciamo che nella mia totale propensione al pessimismo cosmico non mi ero nemmeno premurata di controllare chi fossero i finalisti. Mi è stato riferito a giugno da un’amica e mi ha preso un mezzo collasso. Da lì ho iniziato a pregare e fare scongiuri come se non ci fosse un domani ma mi sa che mi sono presa troppo tardi. È stata comunque una bella soddisfazione e il mio ego ha un po’ gongolato…

Cosa è cambiato nella tua vita dopo questi avvenimenti che hanno sancito il tuo talento di scrittrice?

Forse hanno creato più aspettative e speranze. Non so ancora se sia un bene o un male. Avevo mollato la presa, deciso che forse la scrittura non era la mia strada. Dopo la notizia dell’uscita con YouFeel ho ripreso subito in mano un romanzo che avevo iniziato e lasciato lì. Chissà se vedrà mai la luce… ma la cosa positiva è che mi diverto un mondo a scrivere ed è come trovare nei miei personaggi dei nuovi amici.

“Se bella vuoi apparire” racconta la storia di una trentaquattrenne single che si impone dieci regole da seguire scrupolosamente per non restare zitella. Come nasce la trama e quanto di te c’è nella protagonista?

coverLa trama nasce un po’ per caso. Spesso mi accorgo che ci sono ragazze che vivono nella spasmodica ricerca di un qualcuno, giusto o sbagliato che sia, solo perché hanno paura di rimanere da sole o perché si sentono delle fallite. Non si accettano nei loro corpi e nel loro essere più profondo. Non si amano. Ho voluto sviscerare questi argomenti in maniera scanzonata e ironica per far capire a tutte che finché non ci si ama, finché non si sta bene con se stesse, non si potrà mai stare bene con nessun altro.
Di me c’è molto in Serena. Sono una sfigata, pasticciona, che spesso e volentieri ha trovato persone sbagliate a cui si è affidata. Forse perché non mi amavo abbastanza, o forse perché la solitudine mi spaventava. Ma col tempo ho imparato ad apprezzarmi, a ragionare sulle mie insicurezze e paure e ad accettarmi per quella che sono, con margini di miglioramento si intende!

Già autrice del romanzo “Se bella vuoi apparire” e di numerosi racconti presenti in varie antologie, quali sorprese hai in serbo per i tuoi lettori?

Non lo soooooooooooooo! Il mio cassetto è pieno di manoscritti che vorrei vedessero la luce… Ma non so se ce la faranno mai. Pregate per e con me!

Che rapporto hai con i Social Network e come vivi quello con le tue “colleghe di penna”?

Male, sono una frana. Sono incapace di gestirli e mi dimentico sempre di taggare, di inserire hashtag, e ho la costante sensazione che nessuno mi consideri… Però sono presente, leggo le esperienze delle altre, ove possibile partecipo, ma devo dire che Facebook e soprattutto entrare nel mondo YouFeel mi ha permesso di crearmi alcune amicizie virtuali che mi hanno fatto molto piacere. Ho potuto condividere gioie e ansie con persone che come me erano alle prime armi, chiedere consigli, darne… Insomma… in fin dei conti se li sai usare, i social network, sono un grande aiuto e puoi trovare persone per cui ne vale veramente la pena!

Credi nella solidarietà fra donne?

Sì e no. Io cerco sempre di aiutare chi me lo chiede, do consigli, condivido informazioni… ma mi sono resa conto che in alcuni casi l’invidia e la gelosia possono essere deleteri. Ma ho trovato grandi amiche che mi hanno aiutata anche senza averne nulla in cambio, mi hanno sostenuta sempre e credo che dipenda molto dalla persona che si ha di fronte.

Ultima domanda: ci avviciniamo a Natale 🙂 … Lo so che non abbiamo più l’età per certe cose, ma chi ci vieta di fantasticare? Proveresti a scrivere la tua letterina per Babbo Natale?

Chiedere di scrivere una lettera a Babbo Natale a una disillusa come me è una cosa grossa :-).
Caro Babbo Natale,
sono io. Ti ricordi di me, vero? Ero quella che metteva la lettera per te sotto il tappeto della sala di nascosto dai miei genitori per avere la certezza che tu esistessi (e ogni volta avevo la riprova che magari eri troppo preso con gli altri bambini per dare ascolto a me).
Alle veneranda età di… ehm… vabbbè sorvoliamo… ho deciso di riscriverti per avere un dono speciale da te. La capacità di accettare ciò che la vita mi ha dato e la consapevolezza che anche se non arriva tutto ciò che vorrei, posso essere felice lo stesso.
Ti chiedo di darmi il sorriso sulle labbra sempre e comunque, un cuore capace di stupirsi e gioire davanti alle piccole cose e la speranza che, quando arriverò alla fine della mia vita, mi volterò e capirò che non poteva andare altrimenti.
Ah, già che ci sei… [to be continued]

Silvia…ti confesso che mi hai fatto venire gli occhi lucidi. Ti ringrazio di cuore per essere stata così vera e disponibile. Ti saluto con affetto, dandoti appuntamento alle prossime novità, qui, a Blog and the City.

Grazie mille a te e in bocca al lupo per questo magnifico Blog!

Lunga vita al lupo!

 

Intervista a cura di Maddalena Costa

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