Antonella Maggio – “Sono rosa quando scrivo”

 Blog and the City è lieto di ospitare l’autrice pugliese Antonella Maggio, scrittrice di successo che, in questi giorni, festeggia l’uscita della sua ultima fatica letteraria, l’attesissimo “E se fosse per sempre?”, edito da Les Flâneurs Edizioni.

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 Ciao Antonella e benvenuta! Sono molto felice di fare due chiacchiere con te. Di curiosità ne ho tante, dunque, cominciamo con la prima domanda!

 Ciao Maddalena, grazie per avermi ospitato su Blog and the City, sono davvero felice e onorata di entrare nel tuo salottino virtuale J

 L’uscita di un romanzo è, per un autore, una grande festa. Come vivi questo momento e quali sono le tue aspettative?

 Vivo ogni nuova uscita sempre con un pizzico di incoscienza, non faccio mai il conto alla rovescia, nessuno sciopero del sonno o della fame e di solito sono lì che lavoro già a qualcos’altro. Entro in una specie di stato di agitazione solo qualche giorno dopo la pubblicazione, quando arrivano i primi messaggi delle lettrici o l’editore mi comunica in quanti più o meno mi stanno leggendo in quel momento. È sempre un po’ scioccante, è un’emozione sana e indescrivibile che ti porta a voler ringraziare uno per uno i lettori mentre speri e incroci le dita che la storia non deluda.

 “E se fosse per sempre?” è un romance contemporaneo. Come nasce la storia e a quale dei personaggi ti senti più legata?

 Questo romanzo nasce oltre un anno fa, partecipavo al primo concorso letterario indetto da Les Flâneurs Edizioni, concorso che non ho superato ma la storia è piaciuta all’editore e oggi sono qui! L’ispirazione è giunta il 15 settembre, mi è capitato sotto gli occhi uno di quei post su Facebook con il countdown al Natale, mancavano 100 giorni e di lì è nata nella mia mente la piccola Victoria che festeggia il suo compleanno in corrispondenza della festività. Sono molto legata alla protagonista, a una giovane e pugliese Michela e, detto tra noi, provo per lei molta invidia.

 Ti va di provare a recensire “E se fosse per sempre?”. Lo so che è una cosa deontologicamente scorretta ma …siamo fra amiche! E poi sono troppo curiosa di sapere che cosa scriveresti e quante stelle ti daresti J

 Caspita! Io sono una frana anche quando recensisco i romanzi di altri autori, con il mio potrei combinare davvero un disastro 😛 Partendo dal presupposto che sono sicura di me stessa e che subito dopo sono in grado di seppellirmi, darei quasi quattro stelle alla storia. Cinque stelle invece al lavoro strepitoso che c’è dietro e ne approfitto per ringraziare ancora una volta Alessio Rega e Tanya Fina per lo splendido lavoro di editing. La storia di Michela e Roberto non è semplice e forse nella realtà non è sempre facile perdonare come accade invece nei libri, ma proprio perché si tratta di un libro, voglio sperare per tutti quei bimbi che soffrono e desiderano una famiglia unita.

 Nel corso della tua carriera di scrittrice hai pubblicato le tue opere sia in Self Publishing che per grosse Case Editrici. Dovendo mettere a confronto le due esperienze, quali sono, secondo te, i pro e i contro dell’una e dell’altra?

Il Self Publishing indubbiamente fa gola a molti, sei completamente libera di scegliere tutto ciò che riguarda il tuo romanzo, dal titolo alla cover ma è un’arma a doppio taglio e spesso si corre solo il rischio di bruciare una storia e se stessi. Come per ogni lavoro è necessario poter vantare anche un minimo di esperienza e questo significa pazientare, affidarsi prima a qualcuno che possa curare e insegnarci qualcosa, sottostare alle decisioni di un editore, il quale, a mio avviso, farà sempre il massimo per lanciare un romanzo con il proprio marchio essendo lui il primo a guadagnarci qualcosa.

 Che rapporto hai con i social network e quanto, a parer tuo, questi ultimi possono influenzare le vendite e la popolarità di un autore?

 Sono una di quelle autrici social-dipendenti, lo ammetto 😛 Amo il lato positivo che regala la rete, la possibilità di relazionarsi in modo sano con il prossimo e con chi ha la mia stessa passione. I social accorciano le distanze e sono fondamentali per gli autori esordienti. Basti pensare ai numerosi gruppi di lettura su Facebook e poi, oggi, tutto ruota intorno a internet ed è necessario adeguarsi per non restare indietro.

 In passato hai scritto un romanzo a quattro mani, la commedia romantica “Un weekend per quattro”. Come ricordi quella esperienza e con quale autrice ti piacerebbe ripetere l’esperimento?

 È stata l’esperienza di scrittura migliore della mia vita e mi ritengo fortunata ad aver conosciuto Rujada Atzori con la quale condivido giornalmente estratti e paranoie letterarie. Scrivere a quattro mani aiuta anche a ricordare a un autore il piacere della scrittura e il divertimento, le emozioni che ne derivano da esso, ci si impone poi una specie di scadenza, sei “costretta” a scrivere e non esiste mai il blocco dello scrittore. Al momento stiamo lavorando a una nuova storia, pubblicheremo a breve “Conquistami. Se ci riesci”. Ho iniziato poi un progetto di scrittura a quattro mani anche con un’altra autrice amica, ma non lo si può fare con tutti, è necessario uno stile simile di scrittura, lo stesso grado di follia.

 Lettura e scrittura sono due passioni che, molto spesso, viaggiano in contemporanea. Cosa rappresentano per te?

 In passato, quando ancora frequentavo la scuola, ho sofferto molto perché lo studio mi assorbiva completamente e non avevo il tempo materiale per leggere libri che non fossero quelli imposti dagli insegnanti e che per giunta ho solo preso in antipatia senza riuscire ad apprezzarli davvero. Adesso sto recuperando e per me viene prima la lettura, senza quella non si può poi pretendere di scrivere così come di essere letti.

 Quali libri hai sul comodino?

 Sul mio comodino ci sono tutti i libri delle mie colleghe, quelle con cui parlo quotidianamente sui social anche se al momento in prima linea ci sono “I dolori del giovane Werther” di Goethe e “Amore nel sangue” di Vanessa Vescera e Fabiana Andreozzi.

 Che progetti hai per il futuro?

 Per adesso ho il 2017 pieno di pubblicazioni sia con editore che in Self. Continuerò a scrivere anche perché ho l’agendina delle trame che continua a riempirsi.

Sulla tua pagina Facebook ti descrivi con queste parole “Rosa sulla carta, impossibile nella vita”. Vuoi spiegarci meglio?

 Sono rosa quando scrivo, l’amore non manca mai nelle mie storie, cr15102021_10211470453987037_772540751_oedo fortemente che, per quanto sembri un po’ utopistico, sia quella forza che mette in moto la vita e dà un senso all’esistenza. E poi ci sono io che sono “impossibile”. A 28 anni si è giovani, me lo ripetono tutti ma ho vissuto esperienze che raddoppiano il peso dei miei anni quindi la realtà appare sempre più difficile e sofferta.

 Ultima domanda. E se fosse per sempre? (Non fare quella faccia perplessa. Tira un respiro profondo e …scatenati!)

 E se fosse per sempre? Una vita lunga e senza problemi, un trolley sempre pieno e un biglietto aereo stretto tra le mani per scoprire tutti gli angoli del mondo.

 Antonella, è stato un piacere! Noi di Blog and the City ti facciamo un grosso in bocca al lupo per i progetti futuri e ti diamo appuntamento alla prossima occasione.

 Viva il lupo! È stato un piacere anche per me e vi ringrazio ancora, così come ricambio con un grande in bocca al lupo per Blog and the City.  Baciii

Intervista a cura di Maddalena Costa

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